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Divisi i clandestini della "Cap Anamur"

Il Viminale ha respinto le richieste d'asilo. Espulsione per 14: per altri 22 si apre lo spiraglio della concessione della "protezione umanitaria". Incertezza per l'ultimo
CALTANISSETTA - Seguiranno strade diverse le sorti dei 37 immigrati africani giunti in Italia a bordo della nave umanitaria tedesca "Cap Anamur". All'alba di oggi, 14 sono stati trasferiti in aereo a Roma nel Centro di Ponte Galeria. Una decisione che preluderebbe all'espulsione. Per altri 22, invece, si apre lo spiraglio della concessione della «protezione umanitaria». Ancora incerto il destino dell'ultimo degli extracomunitari della "Cap Anamur", trasferito nella struttura di accoglienza di Racalmuto (Agrigento) dopo avere ammesso immediatamente di non essere sudanese.
La Commissione rifugiati del Viminale ha deciso dunque di respingere in blocco le richieste d'asilo presentate dagli immigrati, per mancanza dei requisiti richiesti. A nessuno di loro è stato infatti riconosciuto lo status di rifugiato, una condizione che la Convenzione di Ginevra assegna in casi tassativi. Ma la Commissione si sarebbe comunque mossa valutando le istanze caso per caso, nel segno del riconoscimento della protezione umanitaria per 22. Una concessione che non dà le stesse garanzie dell'asilo politico ma che consentirebbe agli africani di godere di un permesso di soggiorno regolare.
L'Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), che fa parte della Commissione con funzioni consultive, ha già sollecitato un incontro con il Viminale per esaminare i diversi aspetti della complessa vicenda, in particolare le questioni legate al ricorso dei 37 immigrati contro la decisione delle autorità italiane. Secondo la portavoce dell'Unhcr, Laura Boldrini, l'eventuale rimpatrio coatto per alcuni di loro non terrebbe infatti conto della recente sentenza della Consulta sulla legge Bossi-Fini, «vanificando tra l'altro ai richiedenti asilo la possibilità di presentare ricorso, così come prevede la legge ed auspicato dalla Corte Costituzionale». Ma il Dipartimento di pubblica sicurezza ha fatto sapere che le procedure applicate agli extracomunitari della "Cap Anamur" non rientrano nei casi giudicati incostituzionali dalla Consulta, la cui sentenza peraltro non è stata ancora pubblicata. Il Dipartimento ha inoltre rilevato che coloro ai quali non è stato riconosciuto il diritto d'asilo possono presentare il ricorso contro la decisione della Commissione per i rifugiati, ma il ricorso non sospende l'esecuzione dei provvedimenti di espulsione.
Nella vicenda si inserisce anche l'iniziativa di alcuni amministratori locali - provenienti da Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna e Sicilia - che hanno chiesto di potere ospitare i 22 immigrati nei loro Comuni, in attesa dell'accoglimento delle richieste d'asilo. La delegazione, guidata dal consigliere regionale dei Verdi del Friuli Venezia Giulia Alessandro Metz e dall'assessore alle politiche sociali del Comune di Venezia Beppe Caccia, ha visitato il Cpt di Caltanissetta, offrendo assistenza legale agli immigrati. Momenti di tensione si sono registrati nel pomeriggio quando gli amministratori si sono rifiutati di uscire dal Centro. Una ventina di persone, che manifestavano davanti ai cancelli d'ingresso, sono anche riusciti a entrare dentro la struttura, forzando il cordone di sicurezza. Metz e Caccia sono stati caricati a forza su un'auto della Polizia e accompagnati all'esterno; i manifestanti hanno invece preferito desistere dall'iniziativa di protesta. I due amministratori, che hanno dichiarato di avere subito delle contusioni, sono stati anche accompagnati in ospedale.
Secondo le associazioni umanitarie che presidiano il Centro, la permanenza degli immigrati nel Centro sarebbe illegittima: «Nessuno può essere costretto a stare in un Cpt - spiega l'avv. Giorgio Bisagna, del Centro Italiano per i rifugiati - se il decreto di trattenimento originariamente emesso non viene convalidato dal magistrato entro 48 ore dalla notifica».
Hanno invece lasciato definitivamente la Sicilia il comandante della "Cap Anamur" Stefan Schmidt, l'armatore Elias Bierldel, il primo ufficiale Vladimir Dhchkevitch, scarcerati ieri dal giudice di Agrigento Walter Carlisi. Insieme a loro anche gli uomini dell'equipaggio, tutti diretti in Germania. E proprio da Berlino arriva una dura rampogna nei confronti del comportamento di Bierldl da parte di Rupert Neudeck, fondatore dell'organizzazione umanitaria "Cap Anamur": «Sarebbe stato meglio dirigersi con i 37 profughi salvati verso Amburgo o Lubecca piuttosto che con atteggiamento minaccioso costringerli a sbarcare sulle coste della Sicilia in un porto italiano», afferma in un'intervista a "Der Spiegel", criticando anche il fatto che l'equipaggio abbia atteso sei giorni l'arrivo delle telecamere e dei giornalisti insieme a Bierldel.

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