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Global Forum - A Napoli 31 agenti a giudizio

Tra le accuse: maltrattamenti, lesioni personali, sequestro di persona. Quella sera i No Global denunciarono: prelevati dagli ospedali e picchiati
NAPOLI - Dopo alcune ore di camera di consiglio, il gip Maria Picardi del tribunale di Napoli ha rinviato a giudizio 31 tra agenti e funzionari di polizia per quanto avvenne a Napoli durante il Third Global Forum tra forze dell'ordine e manifestanti no global il 17 marzo scorso. La prima udienza del processo si terrà a Napoli il prossimo 14 dicembre, e sarà la V sezione penale a farsene carico. Il gip, in pratica, ha rinviato tutti gli accusati a giudizio, anche se per alcune posizioni si profila un ridimensionamento dei capi di imputazione.
L'udienza preliminare nei confronti dei 31 poliziotti indagati era cominciata nel gennaio di quest'anno. Le accuse erano di violenza privata, maltrattamenti, lesioni personali, abuso, sequestro di persona, falso in atto pubblico. I pm Marco del Gaudio e Francesco Cascini, titolari insieme all'aggiunto Paolo Mancuso dell'inchiesta successiva agli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine che ha ricompreso anche le percosse e le umiliazioni inflitte alle persone che furono identificate e portate nella caserma Raniero per essere identificate, si sono visti riconoscere sostanzialmente l'impianto accusatorio, anche se per 5 degli imputati sono stati ridimensionati i capi di imputazione. Tra loro c'è l'ispettore Francesco Adesso, al quale già in fase di indagini preliminari era stato derubricato il reato di sequestro di persona perchè la sua identificazione - avvenuta, come per tutti gli altri, sulla base di foto dei poliziotti in servizio il 17 marzo 2001 esibite dalla Procura ai testimoni - era dubbia.
L'inchiesta sui maltrattamenti inflitti ai partecipanti al corteo organizzato dai No global per violare la cosiddetta zona rossa in cui si svolgeva a Napoli il Third Global Forum è nata in seguito alle denunce presentate sia da avvocati di attivisti del movimento, sia da cittadini, sia dai Cobas. Il 29 marzo il procuratore Agostino Cordova firmò la nota alla stampa che comunicava l'arresto di sei poliziotti e due funzionari della Questura di Napoli, Fabio Ciccimarra (in forze all'Antirapine) e Carlo Solimene (all'Antidroga), eseguito dalla Squadra Mobile mentre i poliziotti napoletani circondavano la sede della Questura in segno di scontento per i provvedimenti della magistratura. In seguito, il numero dei poliziotti coinvolti nell'inchiesta è salito a 31 perchè fu presa quale riferimento degli inquirenti la lista di agenti e funzionari in servizio nel pomeriggio del 17 marzo alla caserma Raniero, nella quale vennero radunati i manifestanti che, a giudizio delle forze dell'ordine, avevano partecipato attivamente agli scontri e agli atti vandalici compiuti nel corso del corteo che aveva attraversato la città.

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