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In orbita satellite costruito da studenti

E' l'unico satellite italiano ad essere stato lanciato nel 2004, è stato costruito da studenti dell'Università della Sapienza e lanciato dal cosmodromo russo di Baikonur
MOSCA - Il satellite scientifico italiano Unisat-3, costruito dagli studenti della Scuola di ingegneria spaziale dell'Università romana della Sapienza, è stato lanciato oggi con successo dal cosmodromo russo di Baikonur, in Kazakhstan ed ha cominciato regolarmente a trasmettere.
Il microsatellite, del peso di appena 10 kg, è stato messo in orbita con un razzo Dnepr insieme ad altri sette. E' l'unico satellite italiano ad essere stato lanciato nel 2004.
«Un lancio perfetto e tutto ha funzionato benissimo, sono molto soddisfatto» ha detto da Baikonur il prof. Filippo Graziani ordinario di Astrodinamica e sistemi aerospaziali della Sapienza e responsabile del progetto.
L'Unisat-3 è partito alle 10:30 ora di Mosca (08:30 italiane) e alle 10:46 è stato posto in orbita eliosincrona insieme agli altri appartenenti ad Arabia Saudita, Francia e Stati Uniti. Subito dopo l'entrata in orbita il satellite ha iniziato la sua vita operativa trasmettendo i primi dati alla stazione ricevente di San Pietro in Vincoli. Unisat-3 è, come dice il nome, il terzo del programma omonimo ad essere lanciato da Baikonur. Si tratta di un microsatellite di circa 10kg progettato e realizzato a scopo essenzialmente didattico. A bordo vi sono tuttavia dei carichi utili tecnologici da testare: celle solari, un magnetometro per la misura del campo magnetico terrestre in orbita, un sistema progettato dal Gruppo di Astrodinamica della Sapienza (Gauss) per la gestione della potenza prodotta dai pannelli solari e diversi componenti elettronici trai quali lo stesso computer di bordo mai prima impiegato in applicazioni spaziali.
Unisat-3, spiega il prof. Graziani, è stato realizzato e lanciato a costi estremamente contenuti (150.000 Euro in tutto) e in tempi assai rapidi: il lancio è avvenuto a soli 18 mesi da quello di Unisat-2.
La realizzazione a cura degli studenti della Scuola di ingegneria spaziale e dai ricercatori afferenti alla cattedra di Astrodinamica si è giovata della collaborazione di ditte dell'area romana quali la DMA di Aprilia, la Eurosolare di Nettuno e la Oerlikon Contraves.
Graziani ha detto di sperare che l'Agenzia spaziale italiana e il Ministero dell'Università, visto il successo e l'importanza scientifica e didattica del progetto, intendano continuare a finanziarlo.
«Quest'anno il nostro è stato l'unico satellite italiano ad essere lanciato e grazie a noi la bandiera del nostro paese è stata issata insieme a quelle di Stati Uniti, Francia e Arabia Saudita - dice Graziani -, per cui ritengo davvero importante che questo progetto possa continuare». E il professore pensa già a costruire e lanciare nel novembre del 2005 l'Unisat-4, finalizzato soprattutto alla previsione dei terremoti mediante misure del campo magnetico terrestre. E spera che questo lancio possa essere effettuato insieme a piccoli satelliti di altre università italiane in modo da costituire la prima costellazione di microsatelliti universitari.

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