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Conto alla rovescia per i saldi estivi

Il 1° luglio inizia il Molise, a seguire il 3 Napoli e Milano e poi tutte le altre regioni. Brusco calo negli acquisti di primavera con gli scaffali ancora pieni di capi d'abbigliamento
ROMA - Tutto sembra congiurare contro la vendita di capi di abbigliamento. Anche la ormai proverbiale scomparsa della mezza stagione che rende di fatto inutili gli acquisti di capi primaverili. Ai commercianti non rimane che aggrapparsi alla scialuppa dei saldi estivi. Una scialuppa che sarà ben fornita, assicurano, viste le scarse vendite fin qui realizzate e che partirà più o meno in tutta Italia nei primi giorni di luglio.
Alla vigilia delle liquidazioni di fine stagione che, come ormai da tempo, sono scaglionate a livello regionale, i commercianti tirano una sorta di primo bilancio negativo sulla prima parte del periodo estivo e ripongono le residue speranze nei saldi. Complici la scarsa crescita dei redditi e il prolungarsi dell'inverno, «ormai la stagione è bruciata - spiega Renato Borghi, presidente di Federmoda, l'organizzazione di categoria che fa capo a Confcommercio. Per colpa delle difficoltà economiche, ma anche di temperature stagionali che sono sempre rimaste al di sotto dei valori medi - aggiunge - nel mese di maggio c'è stato un calo dei ricavi pari in media al 10% rispetto allo scorso anno e la leggera ripresa di giugno non basta a salvare la situazione».

La scomparsa della mezza stagione - spiegano i commercianti - ha di fatto messo fuori mercato interi stock di capi di abbigliamento, con i consumatori passati direttamente dal maglione alla t-shirt estiva, penalizzando magari abiti in fresco di lana o i tailleurs più primaverili. C'è però ottimismo sull'andamento dei saldi. «Non tanto perché siano migliorate le condizioni economiche - chiarisce Borghi - ma proprio perché le vendite non sono andate bene. C'è uno stock consistente, un'offerta ampia che speriamo possa tradursi in una effervescenza della domanda. E quindi abbiamo un minimo di ottimismo». Lo scorso anno il giro d'affari dei saldi estivi a livello nazionale - precisa Borghi - è stato pari a 2,5 miliardi di euro e a questa cifra va poi aggiunta la quota di acquisti degli stranieri che è pari all'incirca al 12 - 13%.

La nostalgia della primavera si fa sentire anche nella Fismo, l'organizzazione di categoria della Confesercenti. «Va peggio che mai - dice Alfredo Ricci, presidente della Fismo - anche per colpa dei cambiamenti climatici. Siamo stati senza primavera e quindi è rimasto invenduto tutto l'abbigliamento primaverile. In più soffriamo per l'ingresso della grande distribuzione nel settore dell'abbigliamento». Fin qui il calo delle vendite rispetto alla primavera dello scorso anno si può stimare, secondo la Fismo, in un 15 - 30% e le vendite di giugno non dovrebbe segnare grandi miglioramenti. La stagione dei saldi segna invece in genere un aumento del 20-40% del fatturato rispetto al periodo di vendite normale. «Ci auguriamo - conclude Ricci - che i consumatori decidano di usare in questo periodo quanto hanno risparmiato fino ad ora. Con l'avvertenza valida ora più che mai, visto il bisogno di liquidità di molti esercizi, di rivolgersi a negozi di cui si è già clienti».

Ad aprire le danze sarà il Molise il 1 luglio mentre nelle grandi città le prime vetrine ad esporre il cartello saldi saranno quelle di Milano e Napoli il 3 luglio. A Bologna si potranno cercare occasioni dal 7 luglio, mentre a Genova ci vogliono due giorni in più. Nella capitale bisognerà invece attendere fino al 10 luglio così come anche a Torino, Firenze o Palermo. I più svantaggiati sembrano però gli abitanti della Val d'Aosta che dovranno aspettare fino al 10 agosto.

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