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A Taranto una nuova cittadella militare

Inaugurata la nuova stazione navale Nato della Marina Militare, realizzata a Chiapparo nella zona orientale sul Mar Grande. I timori e le proteste colorate di Peacelink
TARANTO - La Città dei Due Mari si trasforma accogliendo la nuova stazione navale della Marina Militare, realizzata a Chiapparo nella zona orientale sul Mar Grande.
L'inauguarzione ufficiale, domani venerdì 25 giugno alla presenza del ministro della Difesa, Antonio Martino, in rappresentanza del capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, ed insieme ai vertici militari rappresentati dal Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giampiero Di Paola, e della Marina, ammiraglio Sergio Biraghi.
A far da sfondo alla cerimonia, che sarà salutata da una formazione di nove aerei a decollo verticale Harrier che solcheranno il cielo tarantino, faranno bella mostra di se, attraccate ai nuovi pontili, le più importanti unità della Marina. Ad iniziare dall'ammiraglia tuttoponte «Garibaldi», che sarà al centro della formazione insieme al cacciatorpediniere «Francesco Mimbelli», le fregate «Espero» ed «Aliseo» della classe Maestrale e le corvette della classe Urania. In rada, per ricevere gli ospiti, si collocheranno il sommergibile «Pelosi» e l'unità anfibia «San Marco».

La nuova base navale, di fatto, è una città militare nella città, sorta su circa 60 ettari di terreno demaniale. Per allestire le sue imponenti opere a mare ed a terra sono stati impegnati 100 milioni di euro, messi a disposizione dalla Difesa italiana e dalla Nato.
La nuova struttura, che ebbe la simbolica "posa" della prima pietra nel 1985 da parte dall'allora ministro della Difesa Giovani Spadolini, fu ideata ed avviata in Mar Grande per garantire al porto militare la massima risposta operativa in caso di bisogno.
Sino ad oggi, infatti, le unità navali belliche, infatti, per prendere il largo e rispondere alle esigenze nazionali ed internazionali devono staccarsi dalle banchine del vecchio Arsenale militare in Mar Piccolo, attendere l'apertura del Ponte girevole e attraversare lo stretto budello del canale navigabile, prima di poter metter le macchine «avanti tutta».
Invece da oggi potendo prendere il largo direttamente da Mar Grande le unità si potranno trovare con più velocità a disposizione.

Ma questa svolta militarista nel futuro sviluppo economico di taranto preoccupa non poco le associazioni ambientaliste (per il pericolo nucleare rappresentato dai sottomarini che potranno essere ospitati) e pacifiste come PeaceLink (www.tarantosociale.org) che stanno organizzando una contro manifestazione.

Paolo Lerario
lerariop@libero.it

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