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Censimento delle aziende lucane: aumenta la voglia d'impresa

In Basilicata operano 33.086 imprese, 231 istituzioni pubbliche e 2.288 istituzioni «non profit», con 39.923 unità locali e 153.404 posti di lavoro, dipendenti e indipendenti
POTENZA - In Basilicata operano 33.086 imprese, 231 istituzioni pubbliche e 2.288 istituzioni «non profit», con 39.923 unità locali e 153.404 posti di lavoro, dipendenti e indipendenti: sono i «dati definitivi» - diffusi oggi dall' Istat - dell' ottavo censimento dell' industria e dei servizi, svoltosi nel 2001.
L' ufficio regionale per la Basilicata dell' Istituto di statistica ha annunciato oggi i risultati del censimento, precisando che «l' aumento complessivo di 2.370 unità locali rispetto al 1991 è la risultante della crescita delle unità locali delle imprese (1.943) e delle istituzioni non profit (1.243) e della diminuzione delle unità locali delle istituzioni pubbliche (meno 816). In termini di addetti - è scritto nella sintesi della ricerca - si registra un aumento di 9.161 posti di lavoro (6,3 per cento) dovuto alle istituzioni non profit, con 1.336 posti di lavoro in più (54,8 per cento) e alle imprese per le quali si riscontra un incremento di 10.046 addetti (9,9 per cento)».
Nel rilevare che «a livello territoriale il 67,7 per cento degli addetti lavora nella provincia di Potenza» dove, rispetto al 1991, «si registra una consistente crescita dell' occupazione» (8,7 per cento rispetto all' otto per cento della media nazionale), l' Istat ha evidenziato che nell' industria e nei servizi lavorano il 79,3 per cento degli addetti. Si è registrato, inoltre, anche in Basilicata una crescita dell' occupazione femminile, passata nell' ultimo decennio dal 28,5 al 33,18 per cento (i maggiori incrementi occupazionali femminili si sono concentrati nei settori della sanità e dell' assistenza sociale).
Il censimento ha individuato 3.692 collaboratori coordinati e continuativi (il 62,2 per cento dei quali lavora nei servizi) e 329 lavoratori interinali, concentrati in provincia di Potenza, «dove si registra un lavoratore interinale ogni 81 unità locali, contro una media nazionale di uno ogni 40».
Dal punto di vista delle «dinamiche dei settori economici», il censimento ha registrato, rispetto al 1991, «un maggior numero di imprese nei settori delle attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, altre attività professionali (aumento di 2.709), della sanità ed altri servizi sociali (410), delle costruzioni (401), attività manifatturiere (233), alberghi e ristoranti (190), dei trasporti e telecomunicazioni (119), dell' intermediazione monetaria e finanziaria (93). A tali aumenti si contrappone una diminuzione del settore del commercio e riparazioni (mano 1.580), dell' agricoltura e silvicoltura (meno quattro) e degli altri servizi pubblici, sociali e personali».
Sotto il profilo occupazionale, vi è stata una perdita del 17 per cento nel settore del commercio all' ingrosso (mano 6,2 per cento nel settore in generale); il calo è stato del 20 per cento nel settore delle costruzioni.
Riguardo alla forma giuridica delle imprese, vi è stato in dieci anni un «consistente aumento del numero delle società di capitali (2.075, il 97 per cento in più), con un incremento del 110,5 per cento delle società a responsabilità limitata e una diminuzione del 7,2 per cento delle società per azioni.
Le 231 istituzioni pubbliche censite in Basilicata hanno 1.552 unità locali e 38.645 addetti: vi è stata dal 1991 una diminuzione di unità locali del 34,4 per cento e di dipendenti impiegati del 5,4 per cento.
Infine, dal censimento sono emerse 2.837 istituzioni non profit presenti in regione: vi lavorano 2.837 dipendenti.

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