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Sms per le elezioni: call center di aziende di telefonia presi d'assalto dai reclami

ROMA - I call center delle aziende di telefonia mobile sono stati tempestati di reclami contro gli sms della presidenza del Consiglio. A dirlo sono gli stessi dipendenti che, armati di pazienza, hanno spiegato a tutti i clienti che per Tim, Vodafone, Wind e H3g si trattava di un obbligo al quale non potevano in alcun modo sottrarsi, visto il decreto del ministero dell'Interno. Ma i reclami, secondo gli uffici stampa delle aziende coinvolte, non sono stati poi così tanti e in ogni caso spesso si limitavano a semplici richieste di informazioni. Le versioni, dunque, non coincidono, così come quelle circolate in merito al costo che Palazzo Chigi dovrà sostenere per l'invio a tappeto dei messaggini. Un costo che, secondo fonti industriali, dovrebbe aggirarsi sui 2,5-3 milioni di euro. Ma a questo introito, per le aziende, va aggiunto quello del tutto inaspettato delle migliaia di sms-parodia del messaggino originale, che sono circolati in giornata dopo l'avviso del governo.
Secondo gli operatori dei call center le telefonate di protesta, soprattutto per quella che è stata sentita come una violazione della privacy, sono state molte: «E' dall' inizio del turno che non faccio altro che rispondere alle telefonate di protesta dei nostri clienti - racconta un'operatrice del 119 della Tim - e sono già sei ore che sono in servizio. Ma qui non ci sono solo io, a Bologna siamo in 300 operatori e circa mille in tutta Italia. Considerando che ciascuno di noi risponde in media al ritmo di 15 telefonate all'ora, i conti sono presto fatti». A tutti quelli che chiamano, gli addetti all'assistenza clienti spiegano gentilmente che il gestore non ha comunicato alla presidenza del Consiglio i numeri dei cellulari, ma ha inviato gli sms direttamente ai propri clienti in base al decreto legge emesso il 9 giugno dal ministero dell'Interno.
Se il contenuto delle proteste è pressoché identico, i toni variano e in alcuni casi sono particolarmente accesi: «C' è chi è comprensivo, ma un signore questa mattina non sentiva ragioni e voleva addirittura denunciare me», racconta un operatore Tim del call center di Palermo, che ha passato l'intera mattinata a ripetere sempre la stessa spiegazione.
Anche il call center della Wind è stato sommerso di lamentele, ma non sono mancate le telefonate di clienti che invece hanno apprezzato l'iniziativa della presidenza del Consiglio, anche se i reclami hanno superato decisamente i consensi: «Abbiamo ricevuto molte proteste, ma anche dimostrazioni di compiacimento - spiega Fabio - da parte di chi ha trovato utile il servizio e non lo vuole disattivare per poter avere notizie in caso di calamità e possibili emergenze». Moltissimi si sono lamentati perché hanno ricevuto l'sms di prima mattina o addirittura di notte, altri perché lo hanno ricevuto già due volte: «Sono stata svegliata di colpo e non è stato gradevole - si è sfogata, per esempio, la signora Emanuela, cliente Wind - Ho avuto un sussulto e anche se a svegliarmi è stata la Presidenza del Consiglio non mi ha fatto proprio piacere».
Un vero e proprio diluvio di chiamate, dunque, che però viene di fatto smentito dalle fonti ufficiali delle varie aziende: «Non confermiamo tutta questa pioggia di proteste», fanno sapere da Tim, secondo cui «i reclami non sono questa quantità che si vuol far credere». Stessa risposta da parte di Vodafone e Wind, che non segnalano alcun particolare problema, mentre l'operatore Umts H3g comincia a mandare i suoi messaggini solo in queste ore, quindi non può ancora avere risposte dalla propria clientela.
Se sull'entità dei reclami da parte dei clienti ci sono versioni diverse, sulle proteste delle forze politiche e dei consumatori in merito ai costi sostenuti da Palazzo Chigi per l'operazione non ci sono dubbi, anche se le cifre non coincidono. Da ambienti della presidenza del Consiglio si apprende che la cifra deve essere ancora messa a punto, ma il pagamento non dovrebbe superare il costo industriale degli sms: una cifra plausibile, secondo fonti industriali, dovrebbe quindi essere 2,5-3 milioni di euro. Un sms costa infatti tra 12 e 15 centesimi, a seconda del piano tariffario: considerando che il costo industriale è pari a meno della metà e che le Sim Card in Italia sono circa 58 milioni, si arriva a quella cifra. La presidenza del Consiglio, infatti, godrebbe di tutti i vantaggi derivanti dai contratti alle grandi aziende o alle pubbliche amministrazioni, per le quali in molti casi gli operatori mettono a punto dei pacchetti ad hoc: e stavolta, oltre tutto - ai afferma in ambienti di Palazzo Chigi - si tratta di una comunicazione «necessitata e di servizio» con tanto di decreto del ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu. Se pagati a costo industriale, gli sms, in sostanza, non farebbero guadagnar nulla alle aziende. Che però, con questa partita, si sono assicurate altri, imprevisti incassi: il nuovo gioco che impazza sui telefonini, oggi, è infatti quello dei messaggini che si prendono gioco dell'sms originale. Una montagna di 'bip-bip' che si pagano, senza possibilità di reclamo.

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