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Rapina sventata

Bloccati a Giovinazzo
prima di assaltare la banca

carabinieri

BARI - Erano appena scesi da un furgone ed erano pronti per compiere un assalto in una banca, quando sono stati messi in fuga dai Carabinieri che li hanno poi arrestati. E' accaduto l’altro pomeriggio a Giovinazzo (Bari), dove i Carabinieri della Compagnia di Molfetta hanno arrestato due pregiudicati baresi: un sorvegliato speciale Antonio De Manna, di 42 anni, e Umberto Ranieri, 48enne. Un complice è in corso di identificazione. I due arrestati dovranno rispondere, in concorso, di tentativo di rapina aggravata, riciclaggio, porto di armi o oggetti atti ad offendere, mentre il solo sorvegliato anche della violazione degli obblighi imposti dalla misura a cui era sottoposto. Uno dei due arrestati aveva le mani cosparse di colla per eludere il rilevatore di impronte di cui è dotata, all’ingresso, la banca presa di mira.

Durante un servizio di perlustrazione, una pattuglia dell’Arma ha notato due individui scendere da un furgone parcheggiato in via Fossato, a ridosso di un Istituto di credito sito nella vicina piazza Cesare Battisti, i quali, accortisi di loro, sono risaliti in tutta fretta sul mezzo, condotto da un complice e si sono dileguati per le vie adiacenti. Si è così dato vita ad un inseguimento per le vie del centro abitato, terminato dopo alcune centinaia di metri, quando il furgone, ormai tallonato dai militari, è stato abbandonato dagli occupanti, che si sono sparpagliati tra i vicoli del centro storico.

Le ricerche, proseguite ininterrottamente, hanno permesso ai carabinieri di rintracciare ed arrestare due presunti banditi, bloccati, appunto, nel centro storico, non prima di essersi sbarazzati, lungo il tragitto, di un coltello da cucina con lama in ceramica, tre cappellini con visiera e due paia di guanti. Ulteriori accertamenti hanno permesso di scoprire che il sorvegliato, tra l’altro, è stato trovato con i palmi delle mani cosparsi di colla, proprio per aggirare il sistema di rilevamento di impronte papillari posto all’ingresso della banca, che avrebbero dovuto assalire e da cui, a colpo messo a segno, si sarebbero dovuti allontanare a bordo di una Citroen C3, di proprietà del 42enne, trovata parcheggiata alla periferia del paese.

Le verifiche eseguite sul conto del furgone hanno, inoltre, potuto stabilire che il mezzo era il provento di una rapina commessa a Giovinazzo agli inizi del mese e che le targhe apposte sullo stesso appartenevano ad un’Audi A6 rubata lo scorso mese di marzo a Bari.

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