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Falso chirurgo estetico violentava pazienti

Dimostrata la violenza sessuale su almeno quattro donne che si erano affidate alle cure del sedicente medico e che, al momento dello stupro, erano sotto l'influenza di un medicinale
MILANO - Non particolarmente bello, ma affascinante e simpatico. E poi praticamente un amico per le sue clienti oltre che, col bisturi in mano, un vero mago del ritocco estetico laddove c'era da rassodare, rialzare, correggere. Insomma quel tipo di medico del quale ogni donna non può che fidarsi visto che si mette nelle sue mani per sentirsi bella e ammirata. Nulla di strano, quindi, se il dottore è anche un po' galante.
Ma quando una delle pazienti ha avuto la certezza che la confidenza del dottore avesse superato il limite del lecito sconfinando nella violenza sessuale durante una seduta nello studio del professionista è scattata una denuncia e di qui un' indagine della squadra mobile.
I riscontri - dicono gli investigatori - hanno dimostrato la violenza sessuale su almeno quattro donne che si erano affidate alle cure del sedicente medico e che, al momento dello stupro, erano sotto l'influenza di un medicinale, un sedativo che, a certe dosi, procura uno stato di semicoscienza, un intorpidimento vigile come se uno si guardasse stando al di fuori del corpo, ma anche fantasie sessuali.
E a quelle tra loro che contestavano successivamente al medico di averle spogliate e di essersi spogliato a sua volta sul lettino dello studio, lui rispondeva - calmo e sorridente come al solito - mostrando le avvertenze della Benzodiazipina.

«Questo farmaco - c'è in effetti scritto - può produrre fantasie sessuali». «Ti è sembrato - rassicurava lui - è tutta colpa dell'anestesia». Peccato che quelle esaminate dai laboratori della scientifica e lasciate su alcuni indumenti fossero proprio reali tracce di liquido seminale. Così è partita la denuncia, le conferme sono arrivate dopo, da intercettazioni ambientali. Telecamere e microfoni nascosti insomma che avrebbero provato le violenze. E l'uomo è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale.
Gli investigatori hanno subito scoperto che il dottore non era affatto tale, almeno per quanto riguarda la legge italiana. La laurea brasiliana che esibiva infatti serviva per fare colpo sulla selezionata clientela del medico (il Brasile, per i maniaci del fitness e delle aggiustatine di seni e sederi, è il paradiso in terra), ma non avrebbe mai consentito di eseguire gli interventi per i quali il sedicente chirurgo plastico era diventato molto conosciuto. In pratica in Italia non vale.
E l'uomo, Paolo V. 51 anni, milanese, lo sapeva benissimo. Tanto che dieci anni fa era già stato processato per lo stesso reato di esercizio abusivo della professione medica (il reato era finito in prescrizione per l'allungamento dei tempi della giustizia). Stavolta, per non correre rischi, Paolo V. esercitava in due studi, uno in provincia di Varese, l'altro a Milano, associato a altri cinque medici (questi veri), anestesisti, chirurghi, dentisti, che legittimavano la sua attività. I cinque professionisti sono finiti nei guai, denunciati per favoreggiamento dell'esercizio abusivo della professione del chirurgo made in Brazil. Sarebbero però del tutto ignari del vizietto del loro associato di gran successo. Gli atti di violenza infatti avvenivano quando Paolo rimaneva solo con le sue clienti.

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