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Storico abbraccio fra le due Coree

Concordato misure per ridurre la tensione militare nella penisola con un'inedita stretta di mano tra generali di due paesi tecnicamente ancora in guerra
SEUL - Storico accordo oggi tra le due Coree. Per la prima volta dall'armistizio del 1953, che fermò il sanguinoso conflitto fratricida scoppiato nel 1950, hanno concordato misure per ridurre la tensione militare nella penisola con un'inedita stretta di mano tra generali di due paesi tecnicamente ancora in guerra.
L'accordo è delineato in un comunicato congiunto emesso dopo una trattativa-fiume di 21 ore tra due delegazioni di cinque militari, guidate dal generale di brigata An Ik San per il Nord e dal contrammiraglio Park Jung Hwa per il Sud, nella località turistica sudcoreana del Monte Sorak, qualche chilometro a sud della linea di demarcazione lungo il 38° parallelo. Contiene provvedimenti, tra cui l'istituzione di un «telefono rosso» diretto tra i comandi delle marine dei due paesi, per prevenire incidenti nelle acque da essi contese nel Mar Giallo, teatro nel recente passato di scontri navali per reciproche accuse di sconfinamento di pescherecci; e la cessazione della propaganda ostile da una parte e dall'altra lungo la frontiera di terra di 248 km.
«E' un importante passo avanti - ha detto il portavoce della delegazione sudcoreana, col. Moon Sung Mook -. Abbiamo cominciato a costruire rapporti di mutua fiducia ai confini di terra e mare delle due Coree».
A Seul la notizia dell'accordo militare è stata accolta con soddisfazione dal governo del presidente Roh Moo Hyun che persegue una politica di dialogo a tutti i livelli con la Corea del nord. «La cooperazione a livello militare era l'anello mancante di una catena di rapporti a livello politico, economico e umanitario creata nel primo vertice intercoreano della storia nel giugno 2000. Ora possiamo guardare al futuro con maggiore fiducia», hanno detto fonti dell'ufficio presidenziale.
Reazioni positive sia tra il partito di governo «Uri», riformista e progressista, sia tra l'opposizione conservatrice, tradizionalmente diffidente alla politica della mano tesa verso la comunista Corea del nord. «E' sicuramente una svolta nelle relazioni intercoreane. Ora alle parole devono seguire i fatti», ha detto il portavoce del «Grande partito nazionale» conservatore, Jeon Yeo Ok.
In base agli accordi siglati oggi, e che saranno finalizzati in un nuovo incontro previsto verso il 10 giugno, le marine dei due paesi, oltre all'istituzione del «telefono rosso» tra i due comandi per affrontare eventuali emergenze nelle acque contese del Mar Giallo, useranno uguali frequenze radio e identici segnali di bandiere sulle loro navi militari impegnate nel pattugliamento delle acque contese e nel controllo delle attività dei pescherecci.
La zona contesa del Mar Giallo, ricca di pesci, è stata teatro in un recente passato di scontri navali per reciproche accuse di sconfinamento di pescherecci. Il più recente era avvenuto nel giugno 2002 con una battaglia navale che aveva provocato sei morti tra la marina sudcoreana e un numero imprecisato di vittime in quelle nordcoreana. Maggio e giugno, in particolare, sono i mesi più critici, perché stagione della pesca dei granchi, ricercati dai pescherecci di entrambi i paesi, con rischi pressoché quotidiani di sconfinamenti e confronti tra unità della guardia costiera.
Per il confine di terra, l'accordo odierno prevede lo smantellamento progressivo, a partire dal 15 agosto, delle centinaia di cartelloni e schermi propagandistici, che lanciano inviti alla diserzione e attaccano ideologia e governo dell'opposto fronte, e la cessazione della propaganda ostile via altoparlanti. Secondo dati sudcoreani, il Nord ha lungo il confine 200 di questi cartelloni e schermi di propaganda e il Sud 100.
«Ci auguriamo che l'accordo di oggi apra la strada alla riduzione delle truppe schierate lungo il 38° parallelo», ha detto il partito laburista, di sinistra, che per la prima volta nella storia ha conquistato 10 seggi nelle elezioni sudcoreane del 15 aprile scorso.
Le due Coree hanno esercito imponenti, in una delle ultime zone al mondo di permanente frizione: il Nord dispone di 1,1 milione di soldati, il quinto maggiore esercito del pianeta, e il Sud del sesto più numeroso, con 690.000 soldati, appoggiati da 37.000 militari americani.
Roberto Maggi

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