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Sabotato oleodotto: niente petrolio dall'Iraq

Saltate in aria le condotte (nella penisola di Faw) da cui transita la quasi totalità del milione 800 mila barili al giorno • I delegati della Croce Rossa tesimoni delle torture, ma il rapporto non è stato visto dagli italiani. Bush, che ha confermato la visita in Italia del 4 giugno, vede nuove immagini sconvolgenti
BAGHDAD - La resistenza irachena alza il tiro e, pur di danneggiare gli sforzi della coalizione per la ricostruzione dell'Iraq, in 48 ore ha colpito un importante oleodotto nel Sud del Paese - costringendo le autorità di Baghdad ad interrompere stamani le esportazioni di petrolio - e una centrale elettrica nella zona meridionale della capitale.
L'impianto, che assicura il rifornimento di energia elettrica ai quartieri di Amiriya e Yarmuk, nel Sud-Ovest della capitale, secondo gli uomini di guardia è stato centrato «da un colpo di mortaio» che ha provocato un grave incendio. Secondo testimoni, i danni sono significativi.
L'oleodotto fatto saltare in aria da sabotatori, invece, è quello situato sull'isola di Faw, snodo nevralgico nel Sud del Paese che rifornisce di greggio i principali terminali iracheni e attraverso il quale transita la quasi totalità del milione e 800 mila barili giornalieri prodotti attualmente in Iraq.
Il sabotaggio all'oleodotto - i cui impianti hanno bruciato a lungo prima che l'incendio fosse messo sotto controllo - è avvenuto sabato scorso, anche se la notizia è stata diffusa solo oggi.
Sono comunque proseguite anche le violenze in tutto il Paese: in un agguato avvenuto nella città di Kirkuk, nel Nord, uomini armati hanno ucciso stamani due ingegneri, un sudafricano e un neozelandese, e il loro autista iracheno impiegati della 'Compagnia irachena di ricostruzionè.
La scorsa notte, invece, 35 persone, probabilmente miliziani sciiti fedeli al leader radicale Moqtada Sadr, sono state uccise dalle forze Usa durante un'incursione contro il loro quartier generale a Sadr City, sobborgo di Baghdad. Lo ha riferito il generale Mark Kimmitt il quale ha precisato che l'ufficio di Sadr è stato completamente distrutto prima dell'alba di oggi durante un'incursione dell'esercito Usa.
Secondo residenti nella zona, l'ufficio è stato raso al suolo a colpi di cannone, sparati quando ancora era buio. In effetti, in tutta la città, nella notte tra domenica e lunedì, si sono udite forti esplosioni, mentre aerei da combattimento Usa sorvolavano l'area a bassa quota.
Ieri, altri 19 militanti sciiti fedeli a Moqtada Sadr erano rimasti uccisi in combattimenti con i marines alla periferia di Baghdad, e il loro responsabile cittadino, Sayed Amer Hussein, era stato arrestato. Moqtada Sadr, ricercato «vivo o morto» dalla coalizione, è asserragliato nella città santa di Najaf, 160 km a Sud di Baghdad.
Sempre a Najaf, oggi due poliziotti iracheni sono rimasti feriti dai proiettili esplosi da militari Usa che rispondevano ad un attacco a colpi di mortaio sferrato contro la sede del governatore locale da miliziani seguaci di Sadr. I due feriti, di cui uno è in gravi condizioni, erano giunti sul luogo proprio nel momento in cui i soldati Usa avevano cominciato a sparare in reazione ai colpi di mortaio.
Nel centro di Mossul, nel Nord del Paese, una bambina di quattro anni è morta e quattro uomini sono rimasti feriti quando sconosciuti hanno attaccato una pattuglia americana. Lo ha riferito la polizia locale secondo cui gli assalitori, a bordo di una automobile, hanno attaccato con razzi anticarro e mitragliatrici i militari americani nel quartiere di Yarmouk.
Nella tarda mattinata, inoltre, in un video trasmesso dalla televisione qatariota Al Jazira, un gruppo sinora sconosciuto autodenominatosi «Le brigate dei martiri di El Taf», ha minacciato di rapire e uccidere tutti i lavoratori di società straniere presenti nella città di Bassora.
Il video ha mostrato un gruppo di uomini con il viso coperto da cappucci di colore verde, alcuni armati di mitragliette in mano, mentre uno di loro leggeva un comunicato. «Tutti gli impiegati in società straniere e arabe a Bassora, specialmente quelle del Kuwait, diventano obiettivi di rapimenti e uccisioni. Raccomandiamo loro di non farsi vedere nelle strade di Bassora», ha proclamato lo sconosciuto.
L'avvertimento del gruppo era rivolto anche alle «forze d' occupazione», cioè ai britannici, presenti in forze a Bassora.
Anche questi sono stati messi in guardia come possibili obiettivi di uccisioni e rapimenti.
Nel frattempo, una decina di forti esplosioni ha scosso stamani la città di Falluja, il caposaldo sunnita a 50 km a Nord di Baghdad, passata dopo tre settimane di assedio Usa sotto il controllo di una Brigata irachena. La causa delle esplosioni, avvenute nella zona Sud-Ovest del centro urbano, non è stata ancora chiarita, ma elicotteri e aerei C-130 americani si sono immediatamente levati in volo per controllare l'area. Ciò è avvenuto poco prima che entrasse in città, per la prima volta dal cessate il fuoco, un convoglio congiunto di marines Usa e militari iracheni.
Dal canto suo, il Foreign Office ha confermato oggi che sette cittadini britannici sono rimasti feriti nell'esplosione avvenuta ieri sera davanti all'albergo Four Seasons di Baghdad.
«Nessuno è ferito seriamente», ha detto un portavoce del Foreign Office.

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