Cerca

Regione Puglia

Con i segretari particolari
spuntano staff e «premi»

Bilancio 2016 in Consiglio da martedì. La carica dei 56 a comando. E c'è l'indennità aggiuntiva

Con i segretari particolari  spuntano staff e «premi»

BARI - Da un lato l’emendamento Amati che introduce l'analisi annuale della qualità della spesa per conseguire risparmi (spending review) nel consiglio regionale, dall’altro le mance elargite qui e là agli «staff» del governatore, degli assessori e del presidente del consiglio regionale. Il «blitz» si materializza con gli art. 21 e 23 della manovra 2016, che anche ieri è stata oggetto di confronto e polemiche nelle commissioni (ad alcuni emendamenti mancavano i referti tecnici) e sulla quale sarà possibile presentare proposte di modifica sino a lunedì, in tempo per il passaggio in Aula.

In particolare, con l’articolo 21 è stato stabilito che «il presidente della Giunta si avvale di una segreteria particolare costituita da non più di 5 unità, scelte tra dipendenti della Regione, oltre al segretario particolare con incarico di alta professionalità conferito, su sua indicazione, ad un funzionario di categoria D che può essere preso in comando anche da latre pubbliche amministrazioni. L’art. 23 estende tale possibilità al vicepresidente e agli assessori (ma non più di 4 unità) oltre al segretario particolare e, con un emendamento, la facoltà viene estesa al presidente del Consiglio. Ebbene, per i segretari particolari viene prevista un’indennità aggiuntiva, una sorta di premio di produzione che verrà erogato mensilmente insieme allo stipendio. Tra giunta, governatore e presidente del consiglio, si tratterà di sborsare un bel gruzzoletto di «premi» per gli 11 nuovi arrivi, circondati dai 45 componenti le rispettive segreterie.

«Non vogliono assumersi la responsabilità, come governo regionale, delle scelte compiute e preferiscono scaricare l’onere sul consiglio regionale», tuona il capogruppo di Forza Italia, Andrea Caroppo, secondo il quale «hanno deciso di infilare nel bilancio una questione che non ha nulla a che fare con la programmazione». Non solo per improvvisazione, ma anche per non assumersi la responsabilità». Queste misure, accompagnate dalle «mance» elargite con gli emendamenti della maggioranza, fanno sì che il Bilancio, dice, «puzzi di vecchia politica». «Ci avevano già provato in fase di assestamento di bilancio lo scorso anno» ricorda Mario Conca (Cinque Stelle). Così, aggiunge, «la Regione si farà carico di ulteriori costi che avrebbe potuto evitare scegliendo il personale all’interno della Regione stessa».

Come se non bastasse, le critiche alla manovra del governo arrivano pure dai sindacati. In una nota unitaria Cgil, Cisl e Uil esprimono «perplessità nel merito delle comunicazioni offerte dall’assessore regionale al bilancio, Raffaele Piemontese, sul Bilancio». I confederali ricordano di aver già sollecitato il governatore a ridiscutere alcuni temi: sulla sanità, ad esempio, «prendiamo atto che la competenza del deficit residuo viene coperto con il Bilancio, ma attendiamo dalla Presidenza della Giunta una proposta organica che affronti le problematiche non solo dal versante dei risparmi di spesa, ma anche da quello della qualità dei servizi erogati con l’obiettivo di migliorarli». Insomma, «ancora non si delinea il progetto politico del nuovo governo regionale sul modello di sanità per la Puglia per i prossimi anni».

Al centrosinistra dunque, non resta che rivendicare le misure infilate con successo qui e là. Guglielmo Minervini (capogruppo) e Nico Bavaro (coordinatore regionale) di «Noi a sinistra» esaltano il milione di euro destinato a iniziative di lotta e prevenzione del caporalato. Michele Mazzarano (capogruppo) e Sergio Blasi, invece, accendono i fari sul mezzo milione di euro destinato a «incentivare le Cooperarive di comunità», già istituite nel 2014 ma che finora non aveva mai avuto una dotazione finanziaria.

b. mart.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • revisore

    30 Gennaio 2016 - 12:12

    Hai voglia a parlare, anche un muro avrebbe orecchie più sensibili.Ai cittadini chiacchiere e preoccupazioni ma per loro la "crisi" non è mai esistita.Non stiamo parlando di qualche decina di "eletti" ma di centinaia,di migliaia di persone che ogni mese portano a casa stipendi fuori da ogni norma.Premi,benefits,vitalizi,regalìe e chi più ne ha più ne metta.Il tutto per farci fallire.

    Rispondi