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udienza a trani

Processo rating, dopo note
di Fith mercato «anomalo»

Il Tribunale di Trani

Gli annunci pubblici rilasciati alla stampa da due analisti di Fitch tra il 10 e il 18 gennaio 2012 sul probabile ed imminente declassamento del rating dell’Italia (decretato ufficialmente da Fitch il 27 gennaio 2012) «hanno prodotto andamenti anomali nello stesso giorno in cui sono stati rilasciati e nei due giorni di mercato successivi». E’ l’esito della consulenza che i docenti di Economia politica Donato Masciandaro (Bocconi) e Giovanni Ferri (Lumsa) hanno illustrato oggi deponendo dinanzi al Tribunale di Trani al processo per manipolazione del mercato a carico di un analista dell’agenzia di rating Fitch.


Gli eventi esaminati dai consulenti sono il rating watch negativo (una sorta di allerta sul probabile, imminente declassamento) rilasciato da Fitch il 16 dicembre 2011, il declassamento dell’Italia deciso il 27 gennaio 2012 da Fitch e le dichiarazioni rilasciate alla stampa da due analisti dell’agenzia tra il 10 e il 18 gennaio 2012. In queste dichiarazioni si diceva che il rating watch probabilmente avrebbe portato al declassamento. Coloro che rilasciarono ai media le dichiarazioni al centro del processo furono Alessandro Settepani (la cui posizione è stata trasmessa tempo fa alla Procura di Milano per competenza territoriale) e l’imputato a giudizio a Trani David Michael Willmoth Riley, all’epoca dei fatti capo rating sovrano della sede londinese di Fitch.


Il 10 gennaio 2012 - hanno spiegato i consulenti del pm - c'è stato un «effetto netto, univoco e abbastanza importante sull'andamento di Btp e Cds a 5 anni relativi al debito pubblico italiano». «Sono variazioni di pochi centesimi di punto in negativo - ha riferito Ferri - ma sono statisticamente significativi perchè l’andamento anomalo può generare l’effetto di una profezia che si autorealizza». «L'andamento negativo - ha continuato Masciandaro - è stato registrato anche in occasione delle dichiarazioni rilasciate il 18 gennaio, nonostante 5 giorni prima, il 13 gennaio, l’agenzia di rating Standard & Poor's avesse declassato di due gradini l’Italia».

«Sia chiaro però - ha proseguito il docente della Bocconi - che non tutti gli effetti sono stati da noi calcolati: abbiamo registrato l'anomalia, ma non tutti i danni prodotti». Tagliente anche il giudizio sulle modalità di comunicazione non istituzionale degli analisti di Fitch: «Occorreva più prudenza del solito nel rilasciare quelle dichiarazioni», perchè - ha detto Ferri incalzato dal pm - quello era un momento storico particolare in cui lo spread era a quasi 600 punti e il governo Monti aveva varato la riforma delle pensioni. Si torna in aula il 21 aprile per ascoltare i consulenti dell’accusa.

Tra due giorni, il 29 gennaio, riprenderà invece il processo a cinque tra analisti e manager di Standard & Poor's (e alla stessa società) accusati di manipolazione del mercato. E' confermata la deposizione dell’ex premier Mario Monti che dopo il declassamento del rating dell’Italia parlò - secondo quanto scrisse il 14 febbraio 2012 il 'Corserà - di «un attacco all’Europa», parole queste smentite nel corso di un’audizione resa a verbale da Monti al pm Michele Ruggiero il 25 marzo 2014

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