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La stangata

Olio tunisino in arrivo
la Puglia in rivolta

Euro-Pd nel mirino. De Castro: correzioni in commissione

Olio tunisino in arrivo  la Puglia in rivolta

BARI - Fa discutere il primo via libera dell'Europarlamento (commissione Commercio internazionale) all'accesso temporaneo supplementare sul mercato dell'Unione di 35mila tonnellate di olio d'oliva tunisino a dazio zero sia per il 2016 che per il 2017. Il via libera, deciso da Strasburgo nei giorni scorsi, rischia di crare una concorrenza sleale sul mercato a danno dell’extravergine d’oliva.

«Non è detta ancora l’ultima parola. Gli eurodeputati della Commissione agricoltura - rassicura Paolo De Castro, coordinatore per il Gruppo dei Socialisti e Democratici - intendono infatti continuare la battaglia: nei prossimi giorni faremo partire l’iter per presentare un emendamento che ci permetta di portare in Plenaria il parere della ComAgri che depotenzia le misure fino ad oggi previste». «È inaccettabile la proposta dell'esecutivo Ue - denuncia il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - le 70mila tonnellate si aggiungono alle 56.700 attuali, che già hanno fatto aumentare del 734% le importazioni nel 2015 e porterebbe nel 2016 ad un + 1248% l’import di olio dal paese extracomunitario in soli due anni». «Bisogna stringere le maglie della legislazione per difendere un prodotto simbolo del Made in Italy e della dieta mediterranea - aggiunge il direttore Angelo Corsetti - le importazioni complessive di oli di oliva ammontano in media a circa 87.000 tonnellate, di contro le esportazioni si aggirano sulle 38.000 tonnellate». «Pur comprendendo le ragioni che hanno mosso la Commissione a esaminare una proposta di collaborazione commerciale con la Tunisia in questo momento - afferma Donato Rossi, presidente di Confagricoltura Puglia - non riusciamo a capire perché tale relazione debba avvenire a scapito degli imprenditori agricoli italiani, già sufficientemente tartassati. L’ingresso di olio extraeuropeo certamente vanificherà il margine di vantaggio competitivo su cui le nostre aziende avrebbero potuto fare affidamento quest’anno».

Dura la reazione anche dei parlamentari e consiglieri regionali pugliesi. «A settembre scorso fui il primo a lanciare il grido d'allarme. Inutilmente ho in più sedi e con più interventi - riferisce Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti - invitato il Governo nazionale a far sentire la propria contrarietà. Questa Europa non ci piace, gli agricoltori tunisini meritano di essere aiutati, ma non a discapito di quelli italiani». «Il parlamento europeo rimetta in discussione la decisione assunta» chiedono i deputati Pd Colomba Mongiello e Dario Ginefra. «Mentre il Piano Olivicolo Nazionale giace dimenticato nei cassetti del ministro Martina, il Pd - denuncia il palramentare dei Cinque Stelle Giuseppe L’Abbate - compie l’ulteriore beffa nei confronti degli agricoltori col regalo alla Tunisia, grazie anche al voto favorevole dei parlamentari Mosca e Bettini e dei gruppi Ppe, S&D e Alde. Una vicenda che abbiamo portato in Commissione Agricoltura alla Camera già lo scorso settembre con una risoluzione che chiedeva di bloccare questa scellerata decisione».

«È inaudito il fatto che i parlamentari europei del Pd - denuncia Luigi D’Ambrosio Lettieri, senatore dei Cor - abbiano votato a favore in Commissione. Per la verità in buona compagnia del gruppo Ppe. Così, mentre in Italia i parlamentari pugliesi del partito di Renzi si affrettano a chiedere lo stop del provvedimento prima che diventi definitivo nella seduta plenaria dell’europarlamento, a Bruxelles i colleghi di partito fanno l’esatto opposto». «Non si può immaginare di dare la soluzione a un problema aprendo il fronte ad almeno altrettanti e gravi criticità» è il commento del senatore Dario Stefàno (Misto), coordinatore di Noi a Sinistra per la Puglia. «I nostri produttori – tuona il senatore di Fi Michele Boccardi - rischiano di ricevere il colpo di grazia direttamente da Bruxelles».

«I nostri agricoltori fanno sforzi immani per continuare a creare un prodotto di altissima qualità, sano e genuino, nonostante la tassazione elevatissima e un contesto politico avverso, da Roma alla Puglia - gli fa eco il consigliere regionale di FI Domenico Damascelli - questa non è la nostra Europa, non è l’Unione che volevamo». «La Puglia deve far fronte comune a tutela dei produttori di olio extravergine d’oliva, tutto ciò - dice il vicepresidente del consiglio regionale Peppino Longo - rappresenta un colpo fatale per i produttori agricoli, serve un intervento fermo e deciso in vista dell’ultimo passaggio nella seduta plenaria del Parlamento europeo di maggio».

Parla di «ennesimo schiaffo all'agricoltura pugliese dall'Ue» anche Rossano Sasso , coordinatore regionale di Noi con Salvini Pugli - come farà Emiliano a guardare in faccia i nostri agricoltori e dire ancora che è del Pd?». Mentre i consiglieri regionali di CoR Zullo, Congedo, Manca, Perrini e Ventola ricordano che «il 6 dicembre scorso in Consiglio regionale è stato approvato un nostro ordine del giorno che esprimeva la contrarietà all'inondazione di olio tunisino sui nostri mercati».

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Commenti all'articolo

  • rossini

    27 Gennaio 2016 - 17:05

    Ma l'Unione Europea non era stata fatta per tutelare gli interessi degli Europei? Ed i parlamentari PD, votando a favore dell'ingresso in Europa di 35mila tonn. Di olio tunisino a dazio zero, hanno fatto gli interessi dei Tunisini o degli agricoltori italiani. E gli agricoltori pugliesi, specialmente quelli che hanno votato PD, non si sentono presi in giro. Alle prossime elezioni ci ricascheranno?

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