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Uomo minacciato di morte

False assunzioni di pregiudicati
quattro ordini d'arresto a Potenza

False assunzioni di pregiudicati quattro arresti a Potenza

POTENZA - Per agevolare la concessione di benefici da parte dell’autorità giudiziaria a pregiudicati sottoposti a misure cautelari, li avevano assunti in una società risultata non operativa: la squadra mobile di Potenza ha arrestato quattro uomini.

Durante le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo lucano, la Polizia ha anche scoperto che la società di comodo (con locali in disuso) ha usufruito indebitamente di benefici di natura previdenziale, fiscale e tributaria.

Le persone arrestate sono accusate anche di sequestro di persona, violenza privata, lesioni personali e porto illegale d’arma, «con riferimento - è spiegato in un comunicato diffuso dalla Questura potentina - ad un singolo episodio consumato ai danni di una vittima che ha collaborato con la giustizia».

La notte dello scorso 8 settembre hanno infatti sequestrato e picchiato l’amministratore di una società di Potenza (non operativa dal 2012 ma utilizzata per ottenere benefici economici e fiscali per alcuni pregiudicati) minacciandolo di morte nel caso in cui non avesse ritirato le dichiarazioni rilasciate alla Polizia, a cui aveva denunciato che era stata falsificata l’offerta di lavoro fatta dalla sua azienda a favore di un detenuto.

Le tre persone arrestate (la quarta è ricercata) sono i fratelli Michele e Gerardo Russo, di 24 e 20 anni, e Mirco Nucito, (28), tutti di Potenza. I particolari dell’operazione sono stati illustrati stamani, in una conferenza stampa, nella Procura della Repubblica di Potenza.

Michele Russo, che era detenuto ai domiciliari per tentata estorsione e incendio, nello scorso giugno, dopo la presentazione dei documenti di assunzione, aveva ottenuto l'autorizzazione a lavorare presso la società (che avrebbe dovuto operare nella vendita di auto). Le indagini della Polizia hanno però permesso di accertare che l’uomo si era più volte allontanato dalla presunta sede (i locali erano stati affittati) della società, risultata anche inadempiente nei confronti dell’ Inps.

L’esistenza della società - secondo gli investigatori - serviva solo quindi a far ottenere benefici (anche economici, in un caso, con il sussidio della disoccupazione) a Russo e ad altri pregiudicati. I tre arrestati, poi, lo scorso 8 settembre, in un paese del Potentino hanno sequestrato l’amministratore della società, poi portato nel capoluogo e picchiato: per lo stesso episodio, a vario titolo, sono indagati il ricercato e altre tre persone, tra cui Sergio Lapenna, noto avvocato di Potenza ed ex consigliere regionale lucano.

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