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Contenzioso

Ecotassa, torna la «mazzata»
per i Comuni del Salento

Ecotassa, torna la «mazzata»per i Comuni del Salento

di Emanuela Tommasi


LECCE - Una nuova determina regionale riporta in vita l’ecotassa non tenendo conto - per la seconda volta - dei principi affermati dal Tar. E ricomincia la battaglia dei Comuni.

Con un provvedimento del 17 dicembre scorso, infatti, la Regione Puglia ha nuovamente determinato la misura dell’aliquota massima di 25,82 euro a tonnellata di rifiuti solidi urbani conferiti in discarica, non tenendo conto dell’ultima decisione dei giudici amministrativi dell’11 dicembre scorso che aveva sospeso gli atti con cui la Regione aveva intimato agli enti locali, nell’ottobre scorso, di versare le quote in misura maggiorata sia per il 2014 sia per il 2015. Le Amministrazioni, dunque, - 52 per il 2014 e 61 per il 2015 - confidavano sul fatto di poter corrispondere l’aliquota base di 5,16.
E invece, torna la «mazzata».

Così, la Giunta di Palazzo Carafa - ma anche gli Esecutivi degli altri sessanta Comuni - ha dovuto procedere d’urgenza alla nomina di un legale esterno, nella persona dell’avvocato Luigi Quinto, per la presentazione di un nuovo ricorso .

Era stato lo stesso Quinto ad impugnare il precedente provvedimento regionale, che era stato sospeso.
Per l’esattezza, con la determina 276 del 27 dicembre 2013 e con le successive 225 del 28 ottobre 2014 e 18 del 15 gennaio 2015, la Regione aveva approvato l’ecotassa.

I provvedimenti regionali sono stati impugnati al Tar che, con l’ordinanza 2356 del 10 luglio scorso, ha accolto le tesi dei Comuni.
Quindi, anche le successive determine regionali sono state portate davanti ai giudici amministrativi, i quali per la seconda volta, l11 dicembre scorso, hanno dato ragione alle amministrazioni comunali.

I provvedimenti sono stati impugnati al Tar dai Comuni, con la tesi secondo la quale la Regione non ha considerato il particolare e complesso processo del trattamento dei rifiuti al quale sono assoggettati prima del conferimento in discarica, con l’esito finale degli scarti e dei sovvalli. Per questi, la legislazione statale prevede un abbattimento dell’ecotassa del venti per cento.

Il Tar, con le sospensive, ha rimesso gli atti alla Corte costituzionale, affinchè accerti la contrarietà della normativa regionale con quella nazionale.

La decisione dei giudici del Tribunale di via Rubichi è attesa per le prossime ore.

Già all’esito del precedente ricorso, l’avvocato Quinto aveva auspicato un tavolo di confronto e di concertazione tra gli enti coinvolti, per superare il contenzioso. Speranza che non ha trovato accoglimento, come dimostra l’ennesima determina regionale.

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