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Taranto, botte e minacce
ai controllori bus: due condanne

bus Amtab

TARANTO - Due persone sono state condannate per insulti, minacce e aggressioni fisiche nei confronti di verificatori dell’Amat, l’azienda per la mobilità urbana di Taranto.


Il primo caso, che si è concluso davanti al giudice di pace, riguarda un 80enne, vecchia conoscenza del personale dell’azienda per precedenti simili, condannato a un risarcimento di 400 euro nei confronti di un verificatore, costituitosi parte civile, e a 1200 euro di spese processuali. L’uomo, alla richiesta del primo controllore di mostrare il biglietto, ha risposto con tono minaccioso: «str?o, te la farò pagare, devi buttare il sangue infame» e al secondo verificatore ha ribadito: "pure tu sei cretino come quell'altro, te la faccio pagare per quanto sei ignorante, quando mi vedi devi passare avanti pezzo di m?, ti taglio la gola ora che scendiamo, con che coraggio mi cerchi la tessera».

Nel secondo episodio un 43enne, di fronte alla contestazione di non aver obliterato il biglietto, ha insultato i due controllori: «siete dei pezzi di m?, io vi ammazzo e non pago niente, vi ammazzo di botte». E poi s'è scagliato contro uno dei due procurandogli lesioni. Uno dei due controllori si è costituito parte civile. Il gup ha condannato il viaggiatore a sei mesi di reclusione con pena sospesa. In entrambi i casi l'azienda era rappresentata dall’avvocato Claudio Petrone.

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