Venerdì 20 Luglio 2018 | 18:50

Inchiesta sanità: 30 misure cautelari

Basilicata, concorsi e gare truccate:
22 arresti. Ai domiciliari Pittella
Il gip: una talpa rivelò l'indagine

Tra gli arrestati anche anche i commissari delle uniche due aziende sanitarie lucane: Giovanni Chiarelli (Asp Potenza) è ai domiciliari; Pietro Quinto dell'Asm Matera è in carcere, così come il direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria di Matera, Maria Benedetto

Il governatore Marcello Pittella ai domiciliari nell'ambito di una maxi inchiesta della procura di Matera. A Montanaro contestata assunzione responsabile Anticorruzione, l'avvocato Luigi Fruscio

marcello pittella

La conferenza stampa in Procura a Matera

MATERA - Il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, è stato arrestato oggi dalla Guardia di Finanza nell'ambito di una maxi inchiesta della procura di Matera su concorsi e forniture nelle aziende sanitarie lucane. Pittella è agli arresti domiciliari nella sua casa di Lauria (Potenza). Coinvolto anche il direttore generale dell’Asl Bari, Vito Montanaro, e il responsabile dell'anticorruzione della stessa Asl, l'avvocato Luigi Fruscio. 

Il presidente della Regione è accusato di falso e abuso d'ufficio per la gestione di un concorso da dirigente che sarebbe stato truccato per favorire Vito D’Alessandro, Alessandra D’Anzieri e Luigi Fruscio. In questa vicenda sarebbe intervenuto anche il commissario straordinario della Asl di Bari, Vito Montanaro, per favorire Fruscio con la commissione. Ai candidati - secondo l’accusa - sarebbero state fornite le tracce in anticipo. Il buon punteggio, «attribuito a tavolino», ritengono gli inquirenti, avrebbe consentito a Fruscio lo «scorrimento della graduatoria con assunzione presso altre aziende sanitarie locali». Ai due indagati si contestano i reati di abuso d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio. Montanaro, infatti, avrebbe anche passato a Fruscio le tracce della prova, ricevute direttamente da Maria Benedetto, direttore amministrativo della ASM e presidente della commissione esaminatrice (Quinto e Benedetto sono in carcere).

L'INCHIESTA - L'inchiesta, coordinata dal procuratore capo, Pietro Argentino, e condotta dal pm Colella, ha portato all'emissione di trenta misure restrittive, tra cui due custodie cautelari in carcere, venti arresti domiciliari e otto obblighi di dimora. Le accuse contestate, a vario titolo, sono abuso d’ufficio, falso ideologico per soppressione, truffa aggravata, turbata libertà degli incanti e corruzione. L’indagine nasce da una denuncia relativa a irregolarità per la convenzione con l'associazione Croce Verde Materana. Da qui sono partite le intercettazioni telefoniche e ambientali sui vertici della Asm di Matera.

LA PITTURAZIONE A CASA - Tra le persone arrestate e poste ai domiciliari ci sono anche i commissari delle uniche due aziende sanitarie lucane, Giovanni Chiarelli dell'Asp Potenza (ai domiciliari) e Pietro Quinto dell'Asm di Matera, in carcere, così come il direttore amministrativo dell’Asm, Maria Benedetto. Per Quinto, le accuse sono di corruzione e turbata libertà degli incanti. A Quinto è contestata la corruzione perché avrebbe ricevuto da un imprenditore, Gaetano Appio, la pitturazione interna del suo appartamento di Bari in cambio di presunti favori nel procedimento di accreditamento presso la Asm.

Proprio Quinto, secondo il procuratore di Matera, Pietro Argentino, era «il collettore dei desiderata della politica e non solo per le raccomandazioni all’interno dei concorsi della sanità». «Gli investigatori si sono trovati davanti a quattro concorsi letteralmente truccati. In particolare, quello per concorso pubblico da un posto di dirigente amministrativo è stato vinto da tre persone, perché uno è vincitore effettivo e gli altri due lo sono di fatto per effetto dello scorrimento delle graduatorie».

L'ASSUNZIONE DEL DIRIGENTE ANTICORRUZIONE - Il filone che vede indagato il manager dell'Asl barese Montanaro (che attualmente era commissario dell'azienda sanitaria in attesa della definizione delle nuove nomine) riguarderebbe appunto l'assunzione del responsabile della stessa Anticorruzione dell'Asl Bari, il 40enne barlettano Luigi Fruscio (passato da tempo determinato a tempo indeterminato attraverso lo scorrimento della graduatoria ritenuto illegittimo). Fruscio ha prestato servizio come dirigente Asl a tempo determinato dal febbraio 2015 fino alla fine di agosto dello scorso anno.

SCAMBIO DI FAVORI - Tra gli arrestati anche un docente di diritto amministrativo dell’Universita di Bari, Agostino Meale. È accusato di aver ottenuto incarichi legali da Quinto in cambio di agevolazioni alla carriera universitaria del figlio Giuseppe Quinto.

In particolare, Meale avrebbe accettato di fare da relatore della tesi di laurea del figlio di Quinto, studente a Bari, lo avrebbe poi indirizzato per la pratica forense presso un avvocato amico e, infine, avrebbe dato la sua disponibilità a supportarlo nel dottorato di ricerca presso la propria cattedra.

Dal dg Quinto avrebbe in cambio ottenuto, fra giugno 2017 e gennaio 2018, incarichi per complessivi 57 mila euro circa in qualità di legale di volta in volta della ASM, della ASP e della Asl di Bari, in sette diversi procedimenti dinanzi ai Tribunali amministrativi di Matera, Potenza e Bari.

«CONCORSI LETTERALMENTE TRUCCATI» - Gli investigatori «si sono trovati in presenza di concorsi letteralmente truccati», in particolare per «quattro procedure concorsuali risultate viziate perché caratterizzate da abusi d’ufficio, rivelazioni indebite di segreti d’ufficio e falsi in atti pubblici», ha spiegato il procuratore Argentino. Le indagini hanno permesso di appurare il «taroccamento» dei punteggi, ha proseguito il procuratore, «condotto con precisione matematica», con la «creazione di verbali ideologicamente falsi» e la «distruzione di verbali con i punteggi effettivamente conseguiti dai candidati raccomandati, con la complicità dei componenti segretari».

Il procuratore ha aggiunto poi che si tratta di concorsi per un posto a tempo indeterminato da dirigente amministrativo, («vinto da tre persone, e non deve apparire come una stranezza - ha precisato Argentino - perché uno è il vincitore effettivo, e gli altri due sono anch’essi vincitori attraverso il sistema di scorrimento delle graduatorie e delle convenzioni fra Asl»), per otto posti da assistente amministrativo, per un posto a tempo indeterminato a dirigente amministrativo nel Crob di Rionero in Vulture (Potenza), e per due posti a tempo indeterminato da dirigente medico di otorinolaringoiatria.

NON È FINITA QUI - Ma l'inchiesta, con tutte le ramificazioni, non è finta qui. «L’indagine - ha detto il procuratore Argentino - va ancora completata».

II GIP: TALPA INDEGNA RIVELO' INDAGINE - Il commissario straordinario dell’Asm di Matera, Pietro Quinto, avrebbe scoperto a metà dello scorso anno di essere intercettato nell’ambito dell’inchiesta della Procura sulla sanità, perché «qualche indegna 'talpà istituzionale - precisa il gip nell’ordinanza - gli faceva rivelazioni sull'attività investigativa in corso».

A maggio 2017, infatti, gli investigatori capiscono che Quinto ha ricevuto una «soffiata» sulle indagini: il suo atteggiamento, nelle successive telefonate e nelle conversazioni, cambia drasticamente atteggiamento. E fa lo stesso il direttore amministrativo dell’Asm Maria Benedetto, alla quale Quinto rivela quanto saputo. Quest’ultima, a sua volta, avrebbe imposto maggiori accortezze ai suoi collaboratori, aumentando il volume della radio nelle conversazioni, o uscendo sui terrazzi per parlare. Secondo il gip, «è stato possibile ricostruire nel dettaglio» che Quinto "ha appreso dal senatore Salvatore Margiotta» che non risulta indagato «di essere intercettato, e forse anche da qualche forza dell’ordine».

SALVINI: PRONTI A LIBERARE LA REGIONE - La lunga rincorsa verso le elezioni regionali del prossimo autunno era appena cominciata con l'indicazione del Pd per il «bis» di Marcello Pittella (ora agli arresti domiciliari nella sua Lauria): l’inchiesta sulla sanità che in Basilicata ha scatenato una bufera rimette però tutto in gioco nei dem e di conseguenza nel centrosinistra. E all’orizzonte apre una prospettiva di vittoria, fino a pochi mesi fa quasi impensabile, per il centrodestra (con la Lega di Salvini che si «prepara - afferma il suo leader - a liberare la Basilicata") e soprattutto per il Movimento cinque stelle, che chiede le dimissioni immediate del governatore e può sognare di piazzare la prima bandierina «gialla» su una Regione. «A prescindere dalle inchieste e dagli arresti delle scorse ore - ha detto Salvini - Lega e Centrodestra si preparano a liberare la Basilicata alle prossime elezioni regionali. Vogliamo "rimettere al centro gli interessi di tutti i Lucani - conclude - e non solo di pochi affaristi».

Gli arrestati 

In carcere:

Pietro Quinto e Maria Benedetto, commissario e direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria di Matera.

Ai domiciliari:

Il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (Pd), Agostino Meale, Vito Montanaro, Maddalena Berardi (direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza), Anna Rita Di Taranto, Davide Falasca, Vito D’Alessandro, Alessandra D’Anzieri, Luigi Fruscio, Giovanni Chiarelli (commissario straordinario dell’Azienda sanitaria di Potenza), Gianvito Amendola, Carmine Capobianco, Grazia Maria Ciannella, Gennaro Larotonda, Domenico Petrone, Lorenzo Santandrea, Rosanna Grieco, Carmela Lascaro, Roberto Lascaro e Claudio Lascaro.

Obbligo di dimora:

Graziantonio Lascaro, Cristoforo Di Cuia, Gaetano Appio, Michele Morelli, Francesco Mannarella, Roberta Fiorentino, Angela Capuano e Ferdinando Vaccaro.

75100 Matera MT, Italia

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Commenti all'articolo

  • eleba

    06 Luglio 2018 - 12:12

    L'oasi felice,la Regione Basilicata."Citt citt mmenz a la chiazz" si dice a Bari.Tutta brava gente,ma si sa che i soldi aprono gli occhi anche ai "cecati" ed il PD in questo è numero UNO al mondo.

    Rispondi

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