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Vigili dietro ogni angolo
il Marzulli-bis parte così

A Meno di un mese dall'insediamento del comandante

Vigili dietro ogni angolo il Marzulli-bis parte così

di Daniela D’ambrosio

Sono dappertutto, all’improvviso sembra si siano moltiplicati. Vigili urbani dietro ogni angolo, a piedi, in auto o in moto, presenti anche in quelle strade in cui, più o meno, si poteva quasi contravvenire senza troppi rischi.

Accosti un attimo la macchina in doppia fila e spunta un cappello con visiera, quasi l’uomo che lo indossa fosse stato lì nascosto tutto il tempo per aspettare proprio te. Le multe poi non si contano. A raffica. I famosi «cinque minuti, giusto il tempo di ritirare un pacco dal negozio» sono il tempo sufficiente per prendere una contravvenzione e, soprattutto, non sono più una giustificazione, con conseguente arrabbiatura del sanzionato e ancor più dei commercianti, del centro e non, che, da sempre, a torto o a ragione, attribuiscono alla polizia municipale una buona fetta del calo delle vendite. Ma che è successo? Si sono all’improvviso moltiplicati i vigili urbani? Hanno scoperto il segreto dell’ubiquità? O siamo di fronte a quella che nei corridoi chiamano la «cura Marzulli»?

Nicola Marzulli, comandante della polizia municipale, è ritornato a occupare la «sua» scrivania dal primo gennaio, a distanza di dieci anni. È già stato comandante dal 1999 al 2005, con Di Cagno Abbrescia sindaco, lasciando il posto nei due lustri di governo Emiliano a Palazzo di città a Stefano Donati e andando a occupare la dirigenza dello Sviluppo economico. Il sindaco Decaro ha firmato il suo ritorno poco prima di Natale, incrociando gli incarichi con lo stesso Donati e lasciando a Marzulli anche l'incarico di presidente dell'Amtab, affidatogli a marzo scorso. Il ritorno dello «sceriffo», uno dei soprannomi storici del comandante, era quindi atteso/temuto in città.

Neanche un mese dalla nuova era Marzulli e già molti cittadini piangono sull’infrazione versata e si guardano le spalle dal vigile in agguato. «Gli agenti non si sono moltiplicati - commenta il comandante - solo stanno sulla strada a fare il proprio lavoro, senza parlare al telefono se non per importanti motivi di servizio e senza sottrarre tempo all’incarico per cui vengono pagati. Devono stare tra la gente ed essere di ausilio, far rispettare le regole con fermezza ma in amicizia con il cittadini».

Essere amico con di ti multa magari è un po’ complicato ma Marzulli sembra convinto dei buoni uffici derivanti dalle pubbliche relazioni: «Il saluto al cittadino come quello alle autorità sono un dovere dell’agente - prosegue - un comportamento rispettoso invita il cittadino a rispondere con rispetto».

Gli agenti non sono aumentati, è solo diversa la distribuzione del servizio. Niente statistiche però: «Ho ancora tanti incontri da fare - aggiunge - sono stato dieci anni lontano dal mio corpo. Ci sono state assunzioni di uomini che non conosco e che devo conoscere e capire. Siamo ancora in una fase organizzativa. 525 uomini sono tanti e la città è grande».

«Saremo il più vicini e visibili possibile alla gente - ribadisce - Dieci anni fa avevo anche istituito l’agente di prossimità, l’agente di quartiere. Il vigile a diretto contatto con il cittadino che riesce a dare collaborazione, ausilio, risposte, quello che invita la gente a rispettare le regole. Ci stiamo tornando».

Non sempre però i vigili riescono a dare le risposte necessarie. Raccontiamo a Marzulli la storia del gattino ferito di cui riferiamo qui in basso e gli chiediamo come mai i suoi agenti non siano stati in grado di fare quello che pure è previsto dal regolamento: chiamare il veterianario Asl reperibile. «Non sono stato informato del caso - risponde - in ogni caso il vigile deve intervenire in tutte le situazioni. Se saranno necessari corsi di aggiornamento li faremo. Io sono sempre assolutamente favorevole all’aggiornamento solo che per fare i corsi devo sottrarre personale dalla strada. Ma ci organizzeremo».

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Commenti all'articolo

  • revisore

    26 Gennaio 2016 - 12:12

    Dunque avevo ragione quando affermavo proprio su queste pagine che c'era un esercito fantasma? Io che abito vicino al loro "castello" non ne avevo mai visto uno da queste parti e continuo a non vederlo nonostante un centro commerciale ed un campo rom a pochi passi.Ma ho fiducia di poterlo incontrare un giorno.

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    • martonix

      28 Gennaio 2016 - 08:08

      I fantasmi prima o poi si fanno vivi. Quanto meno te lo aspetti eccolo arrivare, magari per farti un verbale!

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