Martedì 14 Agosto 2018 | 10:32

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Finanza in sede

Bari, pasticcio «F24»: indagato Giancaspro

«Falso l’estratto conto fornito alla Covisoc»

Bari, pasticcio «F24: indagato Giancaspro

Il presidente del Bari Cosmo Giancaspro

BARI - Il patron del Bari, Cosmo Antonio Giancaspro, avrebbe tentato di far credere alla Covisoc che il pagamento dei 600mila euro dovuti all’Erario per tasse e contributi previdenziali era regolarmente avvenuto entro il 16 marzo, quando invece il versamento sarebbe stato materialmente effettuato soltanto il 6 aprile. Un escamotage, messo in atto attraverso l’invio alla stessa Commissione di vigilanza sulle società professionistiche di un estratto conto bancario che sarebbe risultato falso. Per questo, la Procura di Bari ipotizza il reato di «ostacolo alla vigilanza» nei confronti di Giancaspro e di tre impiegati di un’agenzia della Banca Popolare di Bari. È quanto emerge dalle perquisizioni eseguite ieri dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bari nella sede sociale di via Torrebella e negli uffici della banca. L’istituto in questa vicenda è parte lesa e risulta aver avviato un’inchiesta interna e un procedimento disciplinare. Inoltre, la Popolare di Bari fa sapere che ha prontamente collaborato come già fatto in precedenza fornendo la documentazione richiesta.

L’inchiesta della Procura di Bari è coordinata dai sostituti procuratori Giuseppe Dentamaro e Larissa Catella, che ieri hanno coordinato le operazioni: in tre sedi della banca sono stati acquisiti documenti e sequestrati alcuni computer. Tutto ruota, come ormai noto, intorno ai famosi modelli F24 dichiarati tardivi dalla giustizia sportiva, e che sono costati al Bari due punti di penalizzazione proprio perché non sarebbe stato rispettato il termine del 16 marzo. La stessa Procura federale, del resto, aveva evidenziato «una apparente incongruenza tra la documentazione bancaria prodotta dalla società unitamente alla memoria difensiva con richiesta di archiviazione del 17 aprile 2018 dove, nell’estratto conto risulta l’addebito delle somme disposte con i suddetti modelli F24 da parte dell’istituto bancario tramite bonifico del 16 marzo 2018, addebito non presente nella movimentazione del conto fornita dalla Procura della Repubblica di Bari». Erano stati proprio i magistrati ordinari, infatti, a fornire alla giustizia sportiva un’attestazione dell’Agenzia delle Entrate («nel caso dei modelli F24 segnalati, la Banca Popolare di Bari ha comunicato di aver ricevuto le deleghe di pagamento in data 16 marzo 2018 ed ha effettuato il riversamento delle relative somme in data 10 aprile 2018») e un estratto conto che evidenziava come, il 16 marzo, non ci fossero sul conto corrente 10630 i soldi necessari. Soldi arrivati solo il 6 aprile (con due bonifici e un giroconto da 1.048.000 euro) e a quel punto utilizzati per dare seguito ai pagamenti.

La Procura di Bari ha dunque deciso di approfondire la «apparente incongruenza» rilevata dalla giustizia sportiva nei documenti, in particolare nell’estratto conto utilizzato da Giancaspro per far credere alla Covisoc di aver pagato in tempo: dal punto di vista fiscale, è bene sottolinearlo, il problema non si pone perché il termine di legge è il 15 aprile. Ma è l’ordinamento sportivo a obbligare le società di calcio a pagare entro il 15 marzo ritenute Irpef e contributi Inps di gennaio e febbraio: da qui l’avvio del procedimento della giustizia sportiva.

Di fronte alla diffusione della notizia dell’acquisizione dei documenti, ieri il Bari ha dato conto in una nota dell’«acquisizione di alcuni documenti concernenti l’assolvimento degli obblighi federali con scadenza 16 marzo 2018, nell’ambito di un’indagine non riguardante direttamente la società». I biancorossi hanno sottolineato che «le attività di acquisizione documentale non hanno avuto ad oggetto le questioni concernenti la convocazione dell’assemblea straordinaria dei soci per l’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 2447 cc, né tanto meno alcun aspetto relativo alla situazione patrimoniale della società». Venerdì, come noto, Giancaspro dovrà presentarsi in assemblea dei soci per ripianare le perdite accumulate fino al 31 marzo.

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