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Sabato 20 Gennaio 2018 | 10:20

bilancio

Foggia, gli eccessi del Natale
bocciati dall'arcivescovo

mons. Vincenzo Pelvi

mons. Vincenzo Pelvi

FOGGIA - Una due giorni da almeno centomila presenze quella registrata tra la vigilia ed ilm giorno di Natale tra shopping, spettacoli, mercatini, animazione. E qualche eccesso di troppo. Così di troppo che non è andato giù neanche all’arcivescovo metropolita mons. Vincenzo Pelvi, che pure aveva ospitato nella Basilica Cattedrale il concerto natalizio del Comune con Antonella Ruggiero, che nell’omelia del Natale ha accusato Foggia di essere «una città poco cristiana». Motivo del dissenso, quell’atmosfera da “festa laica”, ma di grande successo, nel corso della vigilia natalizia.
«Oggi il vescovado è stato infestato dagli olii: ma non erano quelli crismali, bensì solo quelli di frittura», ha detto Pelvi riferendosi alla giornata finale di Libando, la fiera dello street food, ospitata in piazza Cesare Battisti, proprio nei pressi dell’Episcopio, e contrastato dalla Curia, senza effetto, anzi, ha provocato anche una raccolta di firme a sostegno da parte dei commercianti della zona.

Nell’omelia in Cattedrale tuttavia non sono mancati i richiami al vero significato del Natale: «La nascita di Gesù Cristo dà un pezzetto di grazia in più. Che nasce a fare Gesù se la vita di tanti bambini viene rifiutata e non riescono a nascere perché si sceglie di non farli nascere? Tutti cerchiamo la bellezza e la produttività, ma possono distruggere il corpo delle persone. Si cerca il primato sugli altri, sui ragazzi, le forme di bullismo non sono cristiane. Se guardiamo nelle nostre case, quanti sorrisi potrebbero essere inizio di perdono. E i nostri anziani li teniamo umiliati e allontanati solo per la pensione. Che è nato a fare Cristo dove la vita non è accolta? Vogliamo tutti una vita perfetta, senza disagio, senza malattie. Ma Cristo è nato senza una casa, dobbiamo scuoterci, dobbiamo essere accoglienti e mortificarci quando mettiamo l’io al centro».

Insomma, un po’ di rabbia ma non solo quella manifestata da Pelvi che, in chiusura dell’omelia, sia pur scherzando, ha ammesso di aver detto molte cattiverie e che si sarebbe confessato.

Al di là di tutto, la due giorni natalizia è stata un successo dal punto di vista delle presenze in città anche se non sono mancati gli eccessi: intanto la musica diffusa dai locali, più da discoteca che natalizia; le difficltà di accesso alla zona centrale (non funzionava il parcheggio di scambio della fiera, aperto solo alla fiera di Santa Caterina), l’idea di non prevede un utilizzo con biglietto unico dei mezzi dell’Ataf. Anche la collocazione fisica di Libando può essere ripensata, non perché è a ridosso dell’Episcopio, ma per allungare la passeggiata ed i luoghi attrattivi visto che quell’area è comunque già attrattiva per gli spettacoli.

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