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Una spinta regionale
per far muovere il «Lisa»

La pista resta un rebus. La Regione stanzia 150mila euro per studi e consulenze sull'attivazione dei voli «Sieg»

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di MASSIMO LEVANTACI

La Regione non si è dimenticata del Gino Lisa, o almeno così lasciano pensare gli ultimi atti pronti per essere formalizzati. A ridestare l’attenzione sullo scalo fantasma, dopo gli annunci del presidente Emiliano risalenti ormai a due mesi fa (6 e 9 ottobre), ci ha pensato l’assessore al Bilancio Raffaele Piemontese che in favore del nascente polo logistico della Protezione civile da allocare nello scalo dauno, annuncia lo stanziamento nella legge di Stabilità del governo regionale di 150 mila euro. «Si tratta di un finanziamento extra, che resterà interamente nella dotazione dell’assessorato al Bilancio e che sarà utilizzato da Aeroporti di Puglia in relazione alle esigenze che saranno via via rappresentate per mettere lo scalo nelle condizioni di ripartire», illustra Piemontese. «Quella somma - aggiunge - consentirà di commissionare studi, analisi e consulenze varie per rendere possibile l’attuazione dei voli con il Sieg dal Gino Lisa (i servizi di interesse economico generale: ndr) così come da delibera della Regione Puglia. I 150 mila euro serviranno per le spese accessorie e per mandare avanti più speditamente l’attuazione della delibera».

La somma pronto cassa sarà dunque un’accelerazione, ma ha tutta l’aria di essere anche un invito dell’organo politico agli uffici dell’assessorato ai Trasporti e ad Aeroporti di Puglia ad applicare la delibera senza più alcun indugio. Il testo che prevede il trasferimento della Protezione civile da Bari a Foggia è un piano articolato che va gestito con competenze specifiche. Ma a parte un paio di riunioni convocate finora, a quanto pare nulla si muove. Nel progetto illustrato da Emiliano a Foggia, il trasloco della Protezione civile è un’azione propedeutica, o comunque di accompagnamento, all’allungamento della pista del “Lisa” a 2 mila metri. Il governatore in Consiglio comunale (9 ottobre) aveva anche accennato alla possibilità che Foggia potesse riprendere a volare a lavori in corso se andasse in porto il bando per l’attivazione di nuovi collegamenti dalla Puglia, a tutt’oggi però non ancora pubblicato.

CHI REMA CONTRO - Non è un mistero che il trasferimento non piaccia alla cinquantina di dipendenti (quasi tutti baresi) della protezione civile per i quali significherebbe doversi condannare al pendolarismo Bari-Foggia per raggiungere la nuova sede di lavoro. Una posizione condivisa anche da alcuni sindacati. Così anche Aeroporti di Puglia non sembra avere molta fretta di attuare la delibera: subito dopo la trasmissione dell’atto di giunta, il gestore degli scali pugliesi ha formalmente insediato il tavolo con la Protezione civile alla quale è stato chiesto di rappresentare le richieste tecnico-operative da attuare sullo scalo foggiano in prospettiva dell’annunciato trasloco. La Protezione civile - a quanto filtra da ambienti regionali - si è riservata di rispondere. Così il tempo passa, forse nella segreta speranza di quanti confidano che il piano di Emiliano vada a sbattere sulle disavventure che hanno accompagnato la storia del Gino Lisa.

Va detto che l’eventuale trasloco della Protezione civile comporterà una serie di modifiche tecniche al progetto di Adp in grado di incidere anche sull’allungamento della pista. In particolare, Aeroporti di Puglia dovrebbe riqualificare gli hangar dello scalo e provvedere anche ad alcune operazioni di tipo logistico a beneficio dei compiti da svolgere dal personale. Nulla di trascendentale, ammesso però che vi sia la volontà di portare avanti un progetto che ha avuto la benedizione anche del presidente Enac, Vito Riggio. Se esiste il problema di una presunta melina degli organi tecnici andrebbe tuttavia affrontato con determinazione, perché se così fosse rischia di non farci una bella figura proprio il governatore. Questa volta l’annuncio di Emiliano è stato dirompente, in tanti anni di tentativi per trovare una soluzione alla desertificazione del Gino Lisa, l’idea di Emiliano spiazza anche i più scettici. La spinta di Piemontese dovrebbe adesso dare l’accelerazione.La Regione, insomma, ci ha messo la faccia su questa storia. Il finanziamento extra servirà per avviare il piano di attuazione del Sieg e sarà Aeroporti di Puglia a doverlo attivare. Ma perché ricorrere a tecnici esterni? E’ probabile che Aeroporti di Puglia non abbia le competenze per fare tutto ciò. Ma è un dubbio che ci assale. E’ verosimile immaginare che la giunta regionale decida di prendere all’esterno ciò che si potrebbe fare anche in «house»? Dopo anni di depistaggi e tradimenti, sarebbe l’ultima beffa per il Gino Lisa e i foggiani.

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