Cerca

Domenica 21 Gennaio 2018 | 05:38

manfredonia

Ricordare i «maestri d'ascia»
nella nuova piazza Lama Scaloria

Per non disperdere la memoria sociale ed economica della città

Ricordare i «maestri d'ascia» nella nuova piazza Lama Scaloria

di Michele Apollonio

MANFREDONIA - Anche se a rilento, si vanno completando le opere di “Lama Scaloria” il progetto che rievoca la primitiva via dell’acqua che da Scaloria, nella parte alta della città ai confini del Gargano, scendeva fino al mare. Una memoria storica divenuto progetto urbanistico a ribadire la connessione tra la campagna, la città e il mare.

Tali opere si concludono con la realizzazione di una piazza, prosecuzione del Piazzale Diomede, che si immerge nel mare del porto. Insiste sullo spazio occupato fino a qualche anno fa, dai cantieri navali ove i maestri d’ascia davano vita, lavorando il legno proveniente dalla garganica Foresta Umbra, alle barche da pesca fino ai pescherecci. Da quei cantieri che occupavano l’intero fronte a mare dell’antico mandracchio, sono usciti a centinaia le imbarcazioni utilizzate dai pescatori sipontini ma anche di altre località marinare. I cantieri navali di Manfredonia erano infatti tra i più rinomati resi tali dai operatori un po' ingegneri un po' artigiani, che avevano come attrezzo principe l’ascia, quel particolare attrezzo con la lama perpendicolare al manico utilizzato per modellare il legno. I maestri d’ascia di Manfredonia eccellevano per la versatilità del loro ingegno. Una categoria che completava esaltandone la specificità, il settore della pesca ancora portante per Manfredonia. Oltre che sagomare il legno adattandolo alle varie funzioni dello scafo, avevano competenze sulla qualità del legno da utilizzare nelle varie e diverse funzioni della imbarcazione. Una “scienza” che si tramandava di generazione in generazione.

Rucher, Fortunato, Castigliego, Guerra, Berardinetti, sono famiglie di artigiani maestri d’ascia che hanno fatto la storia della marineria sipontina, con il loro lavoro hanno contribuito alla crescita del settore e dell’economia locale oltre che dare lustro alla città. Un esempio di appassionata operosità. Si può affermare senza infingimenti che i maestri d’ascia di Manfredonia hanno inciso profondamente nella vita cittadina lasciando un retaggio di grande valore civile ed economico. Poi, si sa, i tempi cambiano, sopravvengono nuove tecnologie, le esigenze si diversificano. Oggi i cantieri dei maestri d’ascia si sono ridotti. Ma tra la gente di mare ma non solo, è vivo il ricordo e la gratitudine per quel che i maestri d’ascia hanno dato e rappresentato anche in termini di esempio e di scuola per i giovani. A gran voce si chiede di non dimenticare. Di tale esigenza si è fatto portavoce Antonio Berardinetti, maestro d’ascia in pensione, con una lettera indirizzata al sindaco, all’Autorità del sistema portuale, alla Soprintendenza di Foggia, con la quale dopo aver ricordato come , chiede

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione