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Foggia

Appalto illuminazione
soldi, querele ed esposti

L'appalto per 20 anni non ancora discusso dal Consiglio è oggetto di scontro

Appalto illuminazione  soldi, querele ed esposti

FOGGIA - Sospetti, denuncie, esposti alla procura: c’è alta tensione intorno all’appalto per la pubblica illuminazione per i prossimi vent’anni. A sollevare il caso il capogruppo di Fratelli d’Italia, Giuseppe Mainiero, che, nell’ultimo Consiglio, ha denunciato anche l’intimidazione subita in aula da parte di alcuni ex lavoratori del settore. Il fatto è stato rapportato anche alla Digos. Ma non è finita. perché il sindaco Landella a sua volta ha denunciato Mainiero. Insomma, politica e carte bollate.

«Il Consigliere comunale Giuseppe Mainiero, preso dalla sua smania di sollevare dubbi ed evocare scenari torbidi che sinora non hanno prodotto neppure un flebile risultato, anche questa volta ha confuso le opinioni politiche con i fatti, non distinguendo la sua visione personale dalla realtà. Purtroppo la sua abitudine ad illustrare con tono allarmistico le vicende amministrative alimenta una inutile confusione e restituisce una versione delle cose sempre distante dalla verità.

Nel caso del progetto di finanza inerente la gestione, la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di pubblica illuminazione, la fornitura di energia elettrica, la progettazione e l’esecuzione degli interventi di messa a norma dell’impiantistica e di ammodernamento tecnologico e funzionale oltre alle attività finalizzate al conseguimento del risparmio energetico, il consigliere di opposizione ignora che il Consiglio comunale non procederà a nessun affidamento del servizio, così come espressamente previsto dalla norma», spiega in una nota il sindaco Landella che aggiunge: «Innanzitutto è contenuta nel Piano Regolatore Impianti Comunali, come deliberato dal Consiglio Comunale nel 2015 con il voto favorevole del consigliere comunale di opposizione, la necessità e l’improcrastinabilità di investimenti per ‘l’adeguamento funzionale e messa in sicurezza dei sostegni dei corpi illuminanti’, al fine di un virtuoso meccanismo per la riduzione dei costi, come più volte ribadito anche in sede di audizioni presso la Corte dei Conti riferite al monitoraggio del piano di riequilibrio finanziario. Oggi, dunque, non si sta provvedendo ad alcun affidamento, ma si sta semplicemente parlando di quale delle due proposte risulti, per comparazione, più fattibile per l’Amministrazione e non solo in termini economici. L’affidamento vero e proprio avverrà all’esito di una gara pubblica, con a base il progetto del proponente. Nessuno vieta e può vietare alla Selettra SpA di proporre in quella sede un progetto migliorativo di quello che l’Amministrazione porrà a base di gara. Anzi, le posizioni assunte con veemenza da Mainiero, del tutto prive di fondamento giuridico ed amministrativo, stanno determinando alterazioni piuttosto gravi sulla serenità dello svolgimento della eventuale gara e più in generale sull’intera procedura».

«La contestazione dell’iter amministrativo formulata dal consigliere comunale di opposizione, infatti, appartiene alla sfera delle sue personalissime deduzioni, non essendoci alcun dubbio circa il rigoroso rispetto delle circostanze rese in ottemperanza del dettato normativo sul project financing, così come disciplinato dal Codice degli Appalti», sottolinea Landella.

«Le affermazioni relative a favoritismi di varia natura, dunque, sono da considerarsi gravissime e prive di fondamento giuridico ed amministrativo. Solo una gara potrà aggiudicare la commessa, con il Consiglio, come detto, chiamato a valutare esclusivamente la fattibilità tecnica ed economica – il vecchio ‘pubblico interesse’ – della proposta dichiarata coerente con il PRIC e con gli obiettivi che l’Amministrazione comunale si è data, non solo con riferimento al risparmio energetico ma per un vero miglioramento della rete di pubblica illuminazione», rimarca ancora il primo cittadino che aggiunge: «Il consigliere comunale di opposizione, inoltre, evidentemente confonde il suo ruolo con quello di un magistrato quando parla di ‘esclusione illegittima’ della Selettra SpA. La certificazione di illegittimità, infatti, è in capo agli organi amministrativi, e ad oggi non risultano né provvedimenti né concreti esposti al Tar su tale circostanza. L’esclusione venne effettuata in ossequio ai principi del Codice degli Appalti e sulla scorta di deficienze amministrative della proposta Selettra SpA. Quindi Mainiero evoca presunte e false illegittimità dell’Amministrazione comunale che, invece, proprio in virtù della nuova calendarizzazione dei lavori del Consiglio Comunale e nella considerazione dell’importanza che il tema e la procedura rivestono, e non per illegittimità e farneticanti diffide, ha inteso richiedere alla Selettra SpA tutti i chiarimenti e le integrazioni necessari a rendere la proposta conforme a quanto previsto e disciplinato dal Codice dei Contratti Pubblici e alle buone pratiche per procedere alla valutazione comparativa delle due proposte presentate al Comune di Foggia, relativamente alla riqualificazione energetica della pubblica illuminazione. Circostanza regolarmente avvenuta.

Anche il presunto disinteresse nei confronti della Selettra SpA e gli incontri più o meno carbonari di cui parla Mainiero sono un portato della sua fantasia più che un fatto. Alle articolate note della Selettra SpA si è sempre data giusta contezza. Il consigliere comunale, piuttosto, indichi quando la struttura tecnica avrebbe incontrato la Sitie. L’unico incontro avvenne all’epoca della presentazione dello studio di fattibilità presso Palazzo di Città, dopodiché vi sono stati solo formali riscontri epistolari, esattamente come successo con la Selettra SpA. Da questo punto di vista, è opportuno chiarire che nessun incontro tecnico è stato tenuto dal dirigente con la Sitie, né tantomeno con la partecipazione dell’ingegner Bruno, presente solo in occasione della presentazione dello studio di fattibilità in quanto estensore del PRIC.»

«Le affermazioni del consigliere comunale, tuttavia, sono la conferma di una lettura profondamente parziale di una complessa procedura. Una lettura che, sono certo per pura casualità, è assolutamente coincidente con quella della Selettra SpA, poiché ignora motivazioni ed argomentazioni presenti nella valutazione operata dal gruppo di lavoro composto da un avvocato esperta della materia e da un ingegnere con conoscenza storiche della pubblica illuminazione – che, rassicuro il consigliere Mainiero, non è l’ingegner Bruno – approvata dalla Giunta comunale. Una valutazione operata nel complesso della proposta e non solo nei punti indicati da Mainiero, precisamente coincidenti con quelli indicati dalla Selettra SpA.», dice ancora Landella che aggiunge sempre rivolto a Mainiero: «Leggere più attentamente la documentazione e rispolverare un po’ di diritto amministrativo avrebbe permesso a Mainiero di ricordare come nel project financing la procedura individuazione del promotore non è soggetta alle regole rigorose di una vera e propria gara, e che il tutto è connotato da una discrezionalità amministrativa finalizzata non alla scelta della migliore fra una pluralità di offerte sulla base di criteri tecnici ed economici preordinati, ma alla valutazione stessa di un interesse pubblico che giustifichi, alla stregua della programmazione delle opere pubbliche, l’accoglimento della proposta formulata dall’aspirante promotore.»

«Siamo dunque in presenza di un polverone gravissimo, dalle caratteristiche particolarmente diffamatorie, per il quale ho provveduto a depositare formale querela nei confronti di Mainiero. Rispedisco dunque al mittente il teorema di aver sposato la causa di un singolo soggetto. Circostanza che, per toni e contenuti perfettamente allineati, peraltro potrebbe sembrare possibile da parte di qualcun altro. Toni che, come detto, minano gravemente la serenità di discussione su una vicenda di primario interesse per la città e per la quale ci sono tutti gli strumenti giuridici ed amministrativi per operare oggi, come per quello che eventualmente ci aspetta, nella massima trasparenza», conclude il sindaco.

Insomma, nella prossima seduta ci sarà la decisione per l’affidamento, quindi l’appalto. Il resto del confronto, dopo esposti e querele, si svilupperà nelle stanze del Tribunale.

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