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Martedì 23 Gennaio 2018 | 22:35

costati 17 milioni

Acquedotti rurali
una risorsa per il Gargano

Interessano l’area pedegarganica dei comuni di Apricena, Rignano Garganico, San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo e sono stati realizzati dal consorzio di bonifica montana del Gargano

inaugurazione acquedotti rurali

APRICENA - «Gli acquedotti rurali del Gargano sono un modello di riferimento su come mettere in rete Comuni parimenti interessati da un’opera strategica le cui ricadute costituiscono un patrimonio condiviso dell’intero territorio». L’ha dichiarato il sottosegretario del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Umberto Del Basso De Caro, inaugurando ad Apricena l’infrastruttura idrica del consorzio di bonifica montana del Gargano, della quale il rappresentante del Governo ha evidenziato anche i celeri tempi di realizzazione ed proficuo utilizzo dei finanziamenti.

A questo riguardo il sottosegretario Del Basso de Caro ha inoltre auspicato che la collaborazione tra amministrazioni locali ed enti sovracomunali si sviluppi anche nell’utilizzo dei fondi per la prevenzione ed il contrasto al dissesto idrogeologico. Dopo il taglio del nastro e la visita all’impianto, c’è stato un dibattito aperto dal presidente del consorzio di bonifica montana del Gargano, Eligio Giovan Battista Terrenzio, che ha evidenziato «la forte valenza della cerimonia inaugurale degli acquedotti rurali nell’ambito delle iniziative per il sessantennale istitutivo dell’ente (1957-2017), ovvero la necessità di proseguire con determinazione nelle collaborazione istituzionali ai diversi livelli». Sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della commissione politiche UE della Camera, on. Michele Bordo; l’assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia; il sindaco di Apricena Antonio Potenza; consiglieri regionali, sindaci ed amministratori di altri comuni garganici, rappresentanti delle organizzazioni di categoria e del mondo delle professioni.

Gli acquedotti rurali del Gargano, è stato sottolineato nel corso dell’incontro, costituiscono «un tassello fondamentale per lo sviluppo del comprensorio ma anche la dimostrazione che esiste un Gargano diverso, proteso alla ricerca ed alla diffusione di positività concrete e di modelli virtuosi, rappresentanti anche dalle altre attività del consorzio di bonifica montana del Gargano, quali la messa in sicurezza del territorio, anche con tecniche di ingegneria naturalistica; la valorizzazione delle specie forestali autoctone, supportata ad un proprio vivaio riconosciuto a livello regionale; la valorizzazione della filiera del legno; l’irrigazione nelle circoscritte aree pianeggianti del comprensorio ma anche negli agrumeti costieri».

Gli acquedotti rurali del Gargano interessano l’area pedegarganica dei comuni di Apricena, Rignano Garganico, San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo e sono stati realizzati dal consorzio di bonifica montana del Gargano nell’ambito dell’accordo quadro tra ministero infrastrutture e trasporti e Regione Puglia, finanziato con fondi del Governo per circa 17 milioni di euro. L’opera - al servizio delle popolazioni e delle attività d’impresa, non solo agrozootecniche ma anche di tipo ricettivo, turistico e di trasformazione - è stata candidata ad un ulteriore estensione nell’ambito dei progetti previsti dal Patto della Puglia.

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