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Giovedì 24 Maggio 2018 | 13:38

In centinaia di abitazioni l'erogazione può mancare per ore, riattivati gli autoclavi

L’acqua con il contagocce
mezza Foggia senza pressione

In centinaia di abitazioni l'erogazione può mancare per ore, riattivati gli autoclavi

L’acqua con il contagocce  mezza Foggia senza pressione

Lavori alla condotte idrauliche in corso a Foggia

di Massimo Levantaci

FOGGIA - Ai piani alti l’acqua nei condomini arriva a singhiozzo in un appartamento su due. La gente protesta, chiede spiegazioni anche inviando mail al nostro giornale. I cittadini parlano di «trattamento da terzo mondo», qualcuno comincia a rifornirsi di lattine e secchi per ogni evenienza. Protestano anche gli amministratori di condominio che precipitosamente, fra fine agosto e i primi di settembre, hanno dovuto riattivare gli autoclavi. Chi è senza, specie nelle abitazioni costruite oltre cinquant’anni fa, si ritrova spesso con i rubinetti a secco per 5-6 ore al giorno durante le ore diurne.

Qualcuno ha provato a chiedere informazioni all’Acquedotto, sede di Foggia: «Ci rispondono che dipende dalla diga di Occhito, rimasta senz’acqua, così loro sono costretti a ridurre la pressione», riferisce un’amministratrice di condominio che ha contattato la Gazzetta . Ma in diga ci sono 73 milioni di metri cubi, una quantità sufficiente per assicurare i consumi potabili alla Capitanata per un anno intero senza piogge. Oltretutto il Consorzio tiene ancora aperto l’esercizio irriguo per le coltivazioni di vigneti, alberi da frutta e ortaggi: se non ci fosse acqua per il potabile, la prima cosa da fare sarebbe togliere l’erogazione alle campagne. Dunque c’è forse qualcosa che non va nelle condotte della nostra città e quel qualcosa non c’entra con la rottura della condotta principale “Integrativa per la Capitanata”, in agro di Ordona avvenuta ieri (ne riferiamo a parte).

Dall’Acquedotto, infatti, non arrivano molte informazioni. Potrebbe dipendere dai numerosi cantieri ancora aperti in centro: ricordiamo i lavori, proprio di sostituzione delle condotte, attualmente in atto in corso Giannone, via Rosati e strade limitrofe. Tuttavia dall’Acquedotto, sede di Bari, addebitano il calo di pressione in minima parte ai lavori in corso. «Sono in corso alcune regolazioni idrauliche, la pressione leggermente più debole - risponde un portavoce - dipende dalle condizioni malandate in cui sono ridotte le reti interne dei singoli palazzi. Noi portiamo acqua al contatore non al rubinetto finale, se sono inadeguati gli impianti non possiamo farci nulla».

Da via Cognetti insomma garantiscono che «non sono in corso interventi di riduzione della pressione idrica sulle reti». Se mai accadrà si deciderà a ottobre - è stato stabilito alcuni giorni fa dall’Ato, l’autorità di bacino e dall’organo politico - in ogni caso gli utenti saranno preventivamente informati. Ma a Foggia - ne sono certi molti cittadini - la riduzione della pressione è già avvenuta «anche se nessuno lo dice», insistono i più arrabbiati. Quel che sorprende in questo doppio livello di comunicazione sono le informazioni in libertà: all’Aqp di Foggia molti tra gli addetti ai lavori parlano di «riduzione dovuta al risparmio dell’acqua». «Ho l’impressione che ognuno dica ciò che gli pare - protesta Guglielmo Diurno, rappresentante provinciale dell’Anaci - il cittadino fa spallucce e torna indietro, rassegnato».

All’Aqp di Bari invece la circostanza della diga «vuota» non viene neppure presa in considerazione. Le restrizioni - dicono - se cominceranno saranno decise a ottobre. Davvero molto strano. Gli amministratori di condominio vogliono ora chiedere spiegazioni alla Regione: «Con gli avvocati Potenza e Di Gennaro - informa Diurno - stiamo preparando un esposto perchè siamo stufi di sentirci dare risposte evasive, inconcludenti e spesso strafottenti. Ora basta, ci mancavano solo i rubinetti a secco in pieno centro.

L’Acquedotto non avendo concorrenza sul territorio si muove in regime di monopolio, ma devono capire anche loro che i tempi sono cambiati e noi siamo stufi di subire». Gli amministratori preannunciano iniziative anche in merito alla piaga dei morosi nei condomini, che l’Acquedotto punisce (giustamente), ma tagliando l’erogazione idrica a tutti i condòmini. «Che c’entrano gli altri che hanno pagato?», sbotta Diurno. «Devono prendersi la briga di tagliare le utenze solo ai morosi, abbiamo gli elenchi, devono solo isolare i contatori come si fa con la luce e il gas. Perché l’acquedotto non vuole farlo, cosa c’è sotto?».

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