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Sabato 21 Ottobre 2017 | 17:58

il road-show nel quartiere fieristico

«A Foggia il più grande
salone zootecnico»

A fine ottobre la fiera internazionale più grande d'Europa

di Massimo Levantaci

FOGGIA - Cremona Fiere sbarca a Foggia con una delle sue rassegne di punta del cartellone fieristico. Nell’ultimo fine settimana di ottobre nel quartiere di corso del Mezzogiorno ci sarà un’importante fiera internazionale della zootecnia sul modello del salone organizzato nella città lombarda, vetrina di settore tra le più importanti d’Europa. Il motivo di questa prima edizione delocalizzata in Capitanata lo spiega Antonio Piva, storico presidente di Cremona Fiere, a Foggia per presentare la rassegna: «Ci interessa allargare i nostri confini, allacciare un dialogo con gli allevatori delle regioni del Mezzogiorno. Foggia è stata scelta per la sua posizione baricentrica rispetto alle altre regioni e per la sua storia agricolo-zootecnica. Mi auguro che si creino sinergie fra Cremona, il centro-Nord e la Puglia secondo noi l’unica valida alternativa alla pianura Padana».

I numeri in gioco sono importanti: secondo i dati dell’Anagrafe Nazionale Zootecnica, al 31 maggio 2017, sono oltre 4.000 gli allevamenti bovini aperti in Puglia, Molise e Basilicata. «In queste regioni - aggiunge Piva - vi sono realtà davvero importanti come l’allevamento Di Ciommo (Lavello: ndr) sempre presente a Cremona, una delle più belle stalle italiane. Vi sono realtà Dop (denominazione di origine protetta: ndr) legate alla caseificazione, la produzione di latte qui è un’altra grande realtà che ora potrebbe assumere valori molto più redditizi con l’istituzione del marchio Italia». La Regione è «al fianco» di questa operazione, assicura l’assessore all’Agricoltura Leonardo Di Gioia. «Vanno trovati interessi convergenti con Cremona - spiega - un po’ sul modello di quanto fatto con la fiera delle macchine agricole (a Bari: ndr) che ha stretto da tempo un accordo con Bologna. Il passaggio successivo a questo annuncio - rileva Di Gioia - sarebbe a mio avviso gettare le basi per una progettazione che possa portare valore su Foggia. Se su questa cosa si trova il consenso delle associazioni sarò disponibile a un battesimo istituzionale. Purchè venga preservata la visione di territorio».

Al fianco di Cremona Fiere compare come partner istituzionale Confagricoltura, organizzazione agricola di cui Piva è storico leader a livello nazionale. Il presidente pugliese Donato Rossi parla di questa prima fiera internazionale zootecnica come di una «grande opportunità per il tessuto economico locale». «Cremona fiere - aggiunge Rossi - è la prova di come il sistema fieristico si possa sviluppare anche in un periodo non facile per il settore come testimoniano i fatturati di un po’ tutte le fiere nazionali. Purtroppo al Sud le cose vanno peggio, i nostri sistemi autocelebrativi non ci hanno portato finora da nessuna parte. Questo road-show con Cremona fiere restituisce lustro alla tradizione fieristica foggiana che risale nientemeno che ai tempi di Federico II per quanto è antica la pratica zootecnica da queste parti. Ma abbiamo un territorio vocato anche alla produzione della mozzarella di bufala anche se ahimè trasformata con latte tedesco. Oggi - conclude Rossi - c’è l’occasione per programmare anche gli investimenti in questo campo, mi riferisco al Piano di sviluppo rurale e alla Misura 14 sul benessere animale (misura tuttavia non ancora approvata dall’Ue: Di Gioia ha annunciato la chiusura del negoziato entro novembre: ndr)».

«Il nostro auspicio è che gli allevatori foggiani e dell’hinterland partecipino in forma attiva a questa fiera internazionale per aprire, da un punto di vista imprenditoriale, alle novità e all’innovazione del settore», dice il presidente di Confagricoltura Foggia Onofrio Giuliano. «Confagricoltura - ha aggiunto - quest’anno festeggia i suoi 70 anni dalla fondazione, ciò significa che nel '47 ovvero dopo le distruzioni della guerra un gruppo di agricoltori si mise insieme perché immaginavano un futuro. Le nostre sconfinate pianure erano pascoli, un territorio ad alta vocazione zootecnica che oggi può rinascere in chiave moderna con questo genere di alleanze».

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