Lunedì 23 Luglio 2018 | 04:24

Il «Noe» sequestra discarica abusiva denunciati in tre

CERIGNOLA - Sequestrata a Cerignola dai carabinieri una presunta discarica abusiva estesa su 25mila metri quadri, con denuncia a piede libero di tre persone. Il sequestro dell’area è stato eseguito d’iniziativa in località «Forcone Tafiero» dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Bari e dai colleghi della compagnia di Cerignola; e si inserice nell’indagine che già nel marzo del 2016 portò al sequestro preventivo della discarica di Cerignola.

L’attenzione degli investigatori si è è ora soffermata su «un’area recintata di 25mila metri quadri, cui sono stati posti i sigilli» si legge in una nota stampa «perché vi erano stoccati 90mila metri cuvi di rifiuti consistenti in terre da scavo dal valore complessivo un milione e mezzo, provenienti dalla realizzazione del vicino quinto 5° lotto dell’impianto di discarica per rifiuti solidi urbani. La società ha accantonato quella terra da scavo, senza provvedere al suo smaltimento, per risparmiare almeno un milione e mezzo di euro in ecotassa, così da creare utili inesistenti», a sentire gli investigatori.

Denunciati alla Procura do Foggia «il legale rappresentante dell’impianto di discarica, l’amministratore delegato ed il presidente del consorzio bacino Fg/4-Sia, nonché alta carica amministrativa locale» (ossia il sindaco Franco Metta) «per aver gestito e quindi stoccato senza autorizzazione, dal 2014, una ingentissima quantità di rifiuti quali terre da scavo, realizzando così una immensa discarica abusiva». Come accennato il sequestro degli ultimi giorni «si inserisce nell’attività di controllo investigativo del Noe che gia’ nel marzo 2016 sottopose a sequestro preventivo la discarica comunale di Cerignola, che funziona oggi con facoltà d’uso perché sono in corso lavori di adeguamento dell’impinato di biostabilizzazione: si tratta di un’area dell’estensione di circa 17.000 metri quadri e del valore approssimativo di 40milioni.

Il sequestro un anno e mezzo fa fu diposto per il mancato rispetto» a sentire l’accusa «delle norme per la gestione dei rifiuti ed in particolare delle prescrizioni impartite. Nel marzo 2016 allora furono denunciati alla Procura di Foggia il legale rappresentante dell’impianto di discarica, il direttore generale, il presidente del consorzio bacino Fg/4 e il direttore tecnico per aver gestito illecitamente rifiuti solidi urbani in quanto smaltiti nel lotto di discarica senza adeguata biostabilizzazione, in violazione delle prescrizioni imposte con l’autorizzazione integrata ambientale vigente». I carabinieri rimarcano come il monitoraggio delle aree venga eseguito anche con l’utilizzo di droni».

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