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Martedì 23 Gennaio 2018 | 15:02

denunciato dai familiari

Prende a pugni la nonna invalida
arrestato dalla polizia a San Severo

Prende a pugni la nonna invalidaarrestato dalla polizia a San Severo

SAN SEVERO - Davanti a lui c’era la nonna, costretta a muoversi in casa con un girello a causa dell’invalidità: senza alcuna pietà o rimorso il nipote di vent’anni la prese a pugni al volto, tirandole i capelli; r tutto per un motivo banale. Ha preso le mosse da quell’intervento della «volante» lo scorso febbraio a casa di un’anziana coppia di coniugi sanseveresi dopo una segnalazione giunta al «113» relativa ad un litigio in famiglia, l’indagine di agenti del commissariato e Procura sfociata ora nell’arresto e nel trasferimento in carcere di un ventenne del centro dell’alto Tavoliere, accusato di maltrattamenti in famiglia ai danni dei nonni paterni, insieme ai quali abitava da cinque anni.

Perché il carcere L’arresto di T.V. classe ‘97 (le generalità complete non sono state fornite per tutelare quelle delle vittime) è stato disposto dal gip del Tribunale di Foggia che ha accolto la richiesta del pm e mandato in carcere il presunto nipote violento, «già noto alla Polizia per reati contro il patrimonio e con sanzioni amministrative per uso di droga». Si è arrivati alla misura cautelare più grave dopo che a luglio un ordine del gip di allontanamento da casa delle parti offese e contestuale divieto di avvicinare i nonni non ha sortito gli effetti sperati. «L’emissione dell’ordinanza cautelare in carcere si è resa necessaria in seguito all’ennesimo atto di violenza commesso dall’indagato» dicono gli investigatori.

Botte e dispetti «L’indagine è partita lo scorso febbraio» si legge nella nota stampa della Questura «quando una “volante” del commissariato sanseverese intervenne a casa di un’anziana coppia per un litigio in famiglia. All’arrivo della Polizia, le vittime raccontarono che il nipote, convivente da circa cinque anni, aveva picchiato la nonna, invalida e costretta a muoversi con il girello, tirandole i capelli e colpendola alla testa con pugni, il tutto per futili motivi; uscito di casa, aveva poi danneggiato lo specchietto dell’auto in uso al nonno parcheggiata davanti all’abitazione. Gli anziani aggiunsero che non si trattava del primo episodio di violenza, precisando che il nipote spesso, per richieste di denaro o per futili motivi, li aveva aggrediti con spintoni, pugni sulla testa e schiaffi, costringendoli più di una volta a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Nel corso del sopralluogo la “volante” constatò che muri e porte dell’appartamento erano danneggiati».

«Aiutateci a mandarlo via» Fu nei giorni successivi che «i due anziani, esausti, decisero di sporgere una formale denuncia nei confronti del nipote, chiedendo che venisse allontanato da casa. Gli accertamenti della Polizia, eseguiti anche al pronto soccorso con l’acquisizione di referti medici, consentirono» prosegue la ricostruzione dei poliziotti «di trovare riscontri alle dichiarazioni della coppia; e di confermare che già da molto tempo il nipote minacciava e ingiuriava i propri nonni, ricorrendo anche alle botte». La Questura parla di «delicata attività di indagine portata avanti dal commissariato, resa difficile anche dalla mancanza di testimonianze da parte dei vicini di casa».

Allontanato dall’abitazione Si arrivò così a luglio all’emissione di un primo provvedimento della magistratura: il gip su richiesta del pm impose al ventenne di allontanarsi da casa dei nonni con divieto anche di avvicinamento ai luoghi frequentati dai nonni paterni. «Ma nonostante tale provvedimento T.V.» dicono gli agenti «ha continuato a presentarsi a casa dei nonni alle ore più disparate, tirando calci e pugni alla porta sostenendo di avere fame e di doversi lavare, sempre con atteggiamento strafottente e violento, ma ricevendo sempre e comunque accoglienza dagli anziani».

Nuova denuncia e arresto Ai primi giorni di settembre però «l’indagato, pretendendo di mangiare, ha colpito ancora una volta l’anziana nonna con un pugno alla testa, insultandola pesantemente Esausto e spaventato, il nonno si è rivolto nuovamente agli agenti del commissariato di San Severo che hanno peraltro accertato che l’indagato non si era presentato al programma di educazione predisposto dai servizi socio assistenziali». Sulla scorta del rapporto della Polizia sui presunti comportamenti violenti reiterati dall’indagato nonostante il divieto imposto di avvicinare i nonni, il pm ha chiesto e ottenuto dal gip che il giovane fosse arrestato e trasferito in carcere.

«All’arresto del ventenne si è arrivati» conclude la nota della Questura «grazie alle denunce sporte, seppure a malincuore, dagli anziani e coraggiosi nonni esasperati dalle continue aggressioni. Le indagini sono state condotte da agenti specializzati nella tutela della cosiddette “fasce deboli”: la vicinanza e l’ausilio costante ai due anziani in grave difficoltà hanno consentito di instaurare sin dal primo intervento un sentimento di fiducia e sicurezza nei confronti della Polizia».

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