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Il presidente dell'Anm Antonio Buccaro

«Servono altri 10 giudici
e le sezioni di Dda e Dia»

«Servono altri 10 giudici  e le sezioni di Dda e Dia»

Il presidente dell'Anm Antonio Buccaro

FOGGIA -Se avesse la bacchetta magica aumenterebbe da 66 a 76 il numero di magistrati, effettivi, della giudicante nel penale e nel civile; rinforzerebbe notevolmente l’organico del personale amministrativo, pesantemente scoperto; istituirebbe la corte d’appello, o quantomeno una sezione della corte d’appello che si porterebbe dietro anche sezione della Direzione distrettuale antimafia e della Direzione investigativa antimafia; e farebbe costruire nuove palazzine negli ampi spazi verdi del Palazzo di Giustizia per far fronte alle esigenze di maggiori spazi, conseguenza dell’accorpamento alla casa madre delle sezioni distaccate e dell’ufficio giudiziario lucerino soppresso 4 anni fa. Ma Antonio Buccaro la bacchetta magica non ce l’ha; e così il presidente da tre anni della sezione foggiana dell’Anm - da 25 anni al lavoro in città prima come pm, quindi al civile, poi alla giudicante penale, al gip-gup negli ultimi cinque anni, e da due mesi presidente di sezione civile dopo la promozione votata dal Csm - parla con la «Gazzetta» per analizzare la situazione della Giustizia a Foggia; e proporre le possibili soluzioni in vista della visita prevista in città venerdì prossimo di una delegazione del Consiglio superiore della magistratura per rendersi conto delle esigenze dei magistrati dauni e del territorio.


Dottor Buccaro lei nell’intervista alla «Gazzetta» del 16 novembre scorso, disse che nessun magistrato vuol venire a lavorare a Foggia per i carichi di lavoro eccessivi: è cambiato qualcosa in 10 mesi?

«No. Foggia resta una sede non gradita, poco ambita dove i carichi di lavoro restano sproporzionati rispetto agli organici in dotazione e soprattutto ove parametrati con situazioni analoghe di altri uffici giudiziari. Foggia è così sgradita come sede che a fronte dei 5 posti recentemente messi a trasferimento in un bando nazionale del Csm, ne è stato coperto uno solo alla sezione lavoro, mentre gli altri 4 posti destinati al penale sono rimasti senza aspiranti».

Qual è la situazione numerica dei magistrati a Foggia?

«L’organico di diritto sulla carta è di 66 unità tra penale e civile, l’organico di fatto è di 46 magistrati: allo stato abbiamo quindi una scopertura del 30%. Va però aggiunto che a breve si trasferiranno i colleghi Marco Ferrucci che svolge le funzioni di gip-gup, e Rita Curci della giudicante penale, entrambi andranno a lavorare alla corte d’appello di Campobasso, per cui perderemo ulteriori 2 unità. C’è poi la situazione dei “got”, i giudici onorari che svolgono un ruolo fondamentale: sui 32 previsti ne mancano 8 con una scopertura del 25%».

Ma arriveranno nuovi magistrati a colmare i vuoti in organico?

«Arriveranno a breve 9 giudici togati di prima nomina: 2 verranno assegnati alla prima sezione civile; 1 alla seconda sezione civile; 4 alla prima sezione penale; e 2 alla seconda sezione penale. A tal riguardo voglio rimarcare come il Consiglio superiore della magistratura ha tenuto fede agli impegni assunti dal vice presidente Legnini e dai consiglieri Fracassi e Leone in occasione della loro visita in Tribunale del 3 ottobre del 2015. Il Csm continua a dimostrare la massima attenzione alle esigenze del Tribunale dauno».

E in Procura com’è la situazione?

«A fronte di un organico di 24 unità - il procuratore capo, due aggiunti e 22 sostituti - mancano 5 pm, ed è peraltro imminente il trasferimento al Tribunale di Livorno del pm Laura Guidotti. Scongiurata invece l’iniziale previsione di togliere un posto da sostituto nell’organico della Procura».

Il coordinatore generale della Uil Pa Giustizia, il cancelliere foggiano Mimmo Amoroso, parla nell’intervista a fianco di scoperture ancora più pesanti tra il personale amministrativo: la sua analisi?

«Sono assolutamente d’accordo con l’analisi di Amoroso, la situazione sul fronte delle carenze di personale amministrativo è di grande allarme. Non è pensabile che la macchina giudiziaria possa funzionare senza poter disporre dell’apparato amministrativo indispensabile per dare concreta esecuzione ai provvedimenti dei giudici».

Giudici che restano al primo posto in Italia nelle classifiche ministeriali per produttività

«Il settore civile da sempre considetato le Cenerentola della Giustizia, in generale ed anche a Foggia, riesce ad assicurare almeno sul nostro territorio una risposta adeguata e compatibile con tempi ragionevoli, solo grazie allo sforzo enorme profuso dai magistrati foggiani che consente di evitare il tracollo di questo settore».


Lei parla di tempi ragionevoli ma perché una causa civili venga definita servono in media 805 giorni, e 423 giorni per una sentenza nel penale

«I tempi però devono essere parametrati alle realtà operative in concreto. Non è pensabile, con ruoli che in alcuni casi raggiungono i 1700 procedimenti per ogni giudice, si possa assicurare una risposta veloce e efficare ai bisogni dell’utente della giustizia. Anche perché ogni decisione ha bisogno di essere meditata e motivata».

Quanti giudici secondo lei dovrebbe avere il Tribunale di Foggia?

«Almeno 10 magistrati in più nel penale e nel civile rispetto ai 66 previsti dalla pianta organica scoperta del 30% peraltro, per poter avere ruoli adeguati e tempi di risposta celeri. Ma, pur a fronte di una situazione complessa, sono fiducioso. I grandi passi in avanti registrati in questi ultimi anni, soprattutto nei rapporti con il Csm che attraverso i suoi eminenti rappresentanti ha dimostrato costante e concreta attenzione ai bisogni del Tribunale di Foggia, ci fanno ben sperare che ormai siamo di fronte a una inversione di tendenza che, se accompagnata da una più puntuale attenzione della politica, potrà dare a Foggia il risalto e i mezzi di cui ha bisogno».

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