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Mercoledì 17 Gennaio 2018 | 22:55

Appello alla Lilt: nessuna risposta

Manfredonia, allarme
tumori: cercasi presidio

Manfredonia, allarme tumori: cercasi presidio

di Michele Apollonio

MANFREDONIA - Un registro dei tumori per Manfredonia. Lo chiede l’Associazione amici del volontariato (Ali) con una lettera indirizzata alla presidente della Lega italiana lotta ai tumori (Lilt) di Foggia, Valeria De Trino Galante, rilanciando l’idea di istituire nel centro sipontino una delegazione della Lega in collaborazione con l’Ali.

La Lilt di Foggia, nata nel 1980, opera sul territorio dell’intera provincia affrontando il problema cancro nella sua globalità attraverso molteplici servizi, supportati dall’ausilio di volontari appositamente formati. L’Avi di Manfredonia è anch’essa una associazione onlus iscritta all’albo comunale e regionale operante da oltre un ventennio in diversi ambiti e su diverse problematiche (tra le altre quella della Banca del tempo per la promozione di attività di piccola manutenzione gratuita).

Ricordando alla presidente De Trino Galante di non aver dato alcun seguito alla sua promessa «incrementeremo la nostra attività e disponibilità per i cittadini di Manfredonia», la Ali di Manfredonia si chiede come mai «la Lilt ha delegazioni in alcuni comuni mentre assolutamente niente a Manfredonia e/o nei Comuni dell’ampio territorio costituito da oltre 100mila abitanti, dimostrando una non adeguata conoscenza e sensibilità alla specifica questione tumori a Manfredonia derivante dal più che ventennale inquinamento dell’Enichem».

La Lilt evidenziando come «non è mai stato fatto un monitoraggio in merito», si chiede come mai «non c’è a Manfredonia un istituto di epidemiologia come a San Severo» e dunque «quali iniziative la Lilt provinciale ha assunto in merito».

Gli “Amici del volontariato” di Manfredonia sollecitano «la necessità di un impegno diretto della Lilt con il sostegno del volontariato di Manfredonia, a mettere in atto una azione operativa concreta volta a garantire la salute pubblica a favore di tutti i cittadini».

Di quando in quando torna la “questione tumori”. Un pensiero indubbiamente lodevole e meritevole di interesse che tuttavia andrebbe considerato – è l’orientamento maturato nei vari ambienti cittadini – nella sua globalità e non sempre e unicamente ancorato all’Enichem che pur va tenuto in conto ma nel contesto sempre più variegato delle componenti cui la scienza e le ricerche attivate riconoscono probanti responsabilità nell’insorgenza delle malattie tumorali.

L’intervento della Ali evidenzia la necessità di un monitoraggio scientificamente condotto. E’ pertanto oltremodo significativo come in questo contesto non faccia alcun riferimento all’indagine epidemiologica commissionata e finanziata dall’amministrazione Riccardi rivelatasi una iniziativa estemporanea strumentale che non ha prodotto alcun risultato pratico e tanto meno scientifico, ampiamente ignorata dai cittadini nonostante l’etichetta di «indagine partecipata».

Per quanto si sia agitata nel tempo l’idea di un presidio epidemiologico, mai nessuno si è impegnato a fare in modo che potesse essere realizzato: la sua attivazione sarebbe un segnale concreto e fattivo per affrontare seriamente una questione indubbiamente sul tappeto.

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