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Sabato 19 Agosto 2017 | 20:44

Allarme droga a Manfredonia

La movida dei giovani
al pronto soccorso

di Michele Apollonio

MANFREDONIA - Il mare con la spiaggia e le strutture balneari istallate sono i grandi protagonisti di questa estate lungo le rive del golfo, da Manfredonia giù giù fino a Ippocampo e oltre. Al mattino, appena dopo lo spuntar del sole, i vari bagni differenziati dai colori sgargianti degli ombrelloni ben allineati nell’ampio arenile, si vivacizzano di bagnanti che cercano di sfuggire alla incalzante calura agostana.

Per la gran parte sono famiglie con bambini piccoli, ma i giovani non disdegnano il piacere di una nuotata e di una lettura sotto l’ombrellone.

Uno scenario tutto sommato rilassante rasserenante che cambia totalmente registro dopo il tramonto, quando quegli stessi impianti balneari, nella gran parte almeno, si trasformano in accoglienti “locali” dove è possibile consumare una pizza, un drink o una cenetta frugale e infine, quando le stelle si son fatte più brillalelle, in autentiche discoteche elettrizzate con musica dal vivo o mandata da rinomati dj con spesso l’intervento di attrazioni speciali. Così fino all’alba.

E’ la notte sulle rive del golfo che si infervora e si distende in mille sfumature. E’ la movida del golfo spinta da schiere di giovani che affluiscono anche da un largo circondario attratti dai più recenti bagni-discoteche realizzati secondo criteri che soddisfano le esigenze più complesse. La loro presenza sulla scogliera di Manfredonia e sul Lungomare del sole per Siponto ha conferito un tocco di vitalità ad un litorale che presenta fin troppi tratti bui che potrebbero essere invece colmati da istallazioni in grado di valorizzare quella che tutto sommato è una risorsa paesaggistica.

Il problema, se problema è, è la gestione di quegli spazi e delle strutture che potrebbero sorgere. Così come fondamentale è il controllo di quei bagni-discoteche di modo che non si trasformino in opportunità di sballo sulla falsariga di quelli evidenziati dalla cronaca. C’è un accostamento ai riti notturni che si svolgono sulle più rinomate piazze del turismo notturno.

A Manfredonia come sul litorale sud, nei vari villaggi che punteggiano la riviera, comincia ad affacciarsi tale tendenza che in ogni caso è ben lontana dal concetto di turismo. Un fenomeno da tenere comunque sotto stretto controllo per le facili deviazioni che si possono attivare. Le avvisaglie non mancano: arresti per spaccio droga, sequestri di sostanze stupefacenti, giovani che si rivolgono nottetempo al pronto soccorso.

A questa realtà “balneare” sfavillante fa riscontro un’altra realtà della stessa medaglia, quella di Manfredonia e dunque del suo territorio stremati dalle stangate inferte dagli amministratori comunali incalzati dalla Corte dei conti, fuori da qualsiasi circuito virtuoso, priva di un qualsiasi spunto di svago e di accoglienza. Lontana dai suoi tesori culturali.

La stessa Siponto al di là della linea di spiaggia e di effimeri exploit fantasiosi, è votata ad una melanconia senza precedenti. A parte le meritorie attività dello Sporting club (il prossimo anno compie 70 anni) che rimane circoscritto ai propri soci e agli ospiti, si vede a occhio nudo un certo assenteismo non solo fisico.

I residenti estivi che contribuiscono per il 30 per cento alle entrate del comune di Manfredonia, sono scontenti dell’abbandono in cui è tenuta una località naturalmente ridente ed accogliente. Tanti l’hanno già lasciata per altri lidi più ospitali e cordiali. Manfredonia non può permettersi di perdere questo contributo essenziale al pil urbano.

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