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Martedì 17 Ottobre 2017 | 10:06

dal prossimo anno

Scienze antropologiche
nuova facoltà a Foggia

Via libera del ministero dell'Università e della ricerca scientifica

antropologia

FOGGIA - Si attendeva il pronunciamento del MIUR, ed è arrivato anche quello. Per cui può dirsi ufficiale l’istituzione del nuovo corso di Laurea Magistrale interateneo e interclasse in “Scienze antropologiche e geografiche per i patrimoni culturali e la valorizzazione dei territori”, che istituzionalmente farà capo all’Università della Basilicata (sede di Matera) ma coinvolgerà pienamente anche le Università di Foggia, Salento e Federico II di Napoli che garantiranno un apporto formativo derivante dalle peculiarità didattiche e scientifiche di cui sono rispettivamente in possesso.

A partire dalla fine di agosto, dunque, sarà possibile iscriversi presso il Dipartimento di Studi umanistici anche al nuovo corso di laurea, che proprio per la sua natura poliedrica e multidisciplinare potrà contare su 4 sedi universitarie interscambiabili in cui maturare i CFU previsti dal piano di studi; sulla mobilità studentesca tra le sedi, con relativo valore aggiunto garantito dal confronto con contesti sociali e accademici diversi da quello di provenienza; sull’opportunità di usufruire di numerose strutture (laboratori e centri di ricerca) con strumentazioni all’avanguardia nel campo della valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, così come nel campo delle scienze geografiche e territoriali.

Per arrivare ad allestire il nuovo corso di laurea è stato stipulato un accordo quadro tra il Dipartimento delle culture europee e del Mediterraneo (Università della Basilicata), il Dipartimento di Scienze sociali (Università Federico II di Napoli), il Dipartimento di Storia, Società e Studi dell’uomo (Università del Salento) e il Dipartimento di Studi umanistici. Lettere, Beni culturali e Scienze della formazione (Università di Foggia): un accordo attraverso cui ciascuna Università si è impegnata a provvedere, per la propria parte e per le proprie disponibilità, allo sviluppo e alla crescita del nuovo corso di laurea, partendo – come detto – dall’indiscutibile vantaggio di poter realizzare un vero e proprio percorso di studi all’interno di 4 diversi Atenei. I nuclei fondamentali sono la conoscenza dei metodi di indagine delle dinamiche socio-culturali e territoriali utilizzate dalle discipline antropologiche e geografiche; l’applicazione delle conoscenze teoriche acquisite, analizzando contesti socio-culturali e territoriali, nonché riprogettando e gestendo iniziative di carattere culturale finalizzate alla elaborazione di nuovi modelli di convivenza sociale partecipata e di gestione del territorio basati sulla valorizzazione delle risorse culturali e ambientali.

«Questa laurea magistrale – argomenta Patrizia Resta, ordinario di Antropologia culturale del Dipartimento di Studi umanistici e referente per l’Università di Foggia del nuovo corso di laurea – ha come obiettivi principali la trasmissione di conoscenze specifiche e l’acquisizione di competenze trasversali tali da consentire al laureato di poter inserirsi nel mondo del lavoro con un elevato grado di specializzazione soprattutto nei settori della cooperazione internazionale, della comunicazione interculturale, delle politiche migratorie, dei diritti culturali, dell’analisi e della gestione dei patrimoni culturali materiali ed immateriali e in tutti i diversi campi applicativi consentiti dal possesso di conoscenze e competenze teoriche e metodologiche acquisite in ambito antropologico e geografico, anche ai fini della valorizzazione economica dei territori in chiave di turismo sostenibile e responsabile. Non dimentichiamoci, infatti, della specificità del contesto Foggiano, ricco di patrimoni culturali e di attori operanti nel settore dei beni culturali immateriali e dell’immigrazione, tanto a livello pubblico che privato, che da questo percorso magistrale potrebbe trarre molteplici vantaggi sia in termini di ampliamento dell’offerta formativa con un corso strettamente interfacciato con il contesto sociale di riferimento sia in termini di alta professionalizzazione di profili occupazionali direttamente declinabili sul territorio, con evidenti ricadute nel campo della valorizzazione dei contesti locali e del rafforzamento della filiera economico culturale che ne discende».

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