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Lunedì 18 Dicembre 2017 | 14:02

«per preservare la zona marina protetta»

L’ente parco vieta l’attracco
le grandi navi da crociera
al largo delle isole Tremiti

L’ente parco  vieta l’attracco le grandi navi da crociera  al largo delle isole Tremiti

MONTE SANT'ANGELO - «Sabato 15 luglio il Consiglio Direttivo del Parco Nazionale del Gargano ha integrato il Regolamento di esecuzione e di organizzazione dell’area marina protetta Isole Tremiti in particolare l’art. 21 – Disciplina dell’attività di trasporto passeggeri e visite guidate con il seguente comma: "Nell’area marina protetta non è consentita la navigazione e la sosta delle navi da crociera." La decisione è stata presa, all'unanimità, in risposta alla richiesta, del Comune di Tremiti, di permettere l'ancoraggio di navi da crociera sino a 200 metri di lunghezza presso le Isole Tremiti.In qualità di rappresentante delle associazioni ambientaliste nel Consiglio Direttivo del Parco del Gargano esprimo la soddisfazione è la condivisione delle associazione che rappresento per la decisione presa». Lo afferma l’on. Marco Lion, componente del direttivo dell’ente Parco che aggiunge: «Evidentemente anche tragiche esperienze, come quelle della Costa Concordia, non hanno insegnato ancora il rispetto dovuto ai fragili equilibri ambientali di aree importanti e delicate come quelle delle Tremiti. Oltre alle problematiche marittime e ambientali mi preme anche sottolineare quanto sia avventato e fuori luogo scaricare in un colpo solo, su isole, piccole, e non attrezzate 1000 o 2000 turisti. Esiste un limite alla capacità di carico antropico, e chiedendo di autorizzare l'arrivo di navi da crociera si è preferito ignorare anche il fatto che la banchina del porto di San Domino riesce già a malapena a ospitare qualche centinaia di passeggeri sbarcati dai traghetti. Non parliamo poi dei problemi strutturali che avrebbero subito le isole in ordine alla gestione di un numero così rilevante di turisti: rifiuti e sistema di trasporto nell'isola in primis».

«Credo che le Isole Tremiti meritino di meglio e di più che non un turismo mordi e fuggi che crea solo problemi a tutti e guadagni a pochi. L’altra mattina la nave della Tirrenia non è partita dalle Tremiti per controlli di verifica dei danni subiti dopo che la risacca nel porto, dovuta al mare mosso, ha fatto sbattere la nave contro il molo. Si tratta del traghetto "Isola di Capraia": Traghetto veloce di Classe TMV 70 Aquastrada caratterizzato da una velocità di punta di 27 nodi. È lungo 71, largo 12 e alto 9 metri, con 1925 tonnellate di stazza. È in grado di trasportare 522 passeggeri e 57 auto. Questa è la dimensione della nave più grande che, in quanto traghetto di trasporto passeggeri, è autorizzata ad attraccare nel porto delle Tremiti. Invece le navi da crociera, oggi, sono più alte e lunghe di qualche isola delle Tremiti. Come minimo hanno una stazza lorda di 50.000 tonnellate. Oggi molte navi da crociera superano le 100.000 tonnellate di stazza lorda e portano tra 2.000 e 4.000 passeggeri. Nella richiesta del Comune di Tremiti erano state individuate come zone di fonda per le navi da crocriera quelle già istituite a Tremiti con ordinanza della Capitaneria n. 3/2010, e precisamente la N2 situate a circa 300 m da isola di San Nicola, la D4 a circa 500 m da isola di San Domino e D2 a circa 450 m da isola di San domino, tutte a una batimetrica superiore ai 50 m, eccetto D2, intorno ai 30 m. La distanza è calcolata dal punto centrale delle zone di ancoraggio. La distanza tra costa San domino e limite Area marina protetta lato sud est è di 800- 1000, e la distanza tra Costa San Nicola e limite Amp lato sud est è da 500 a 800 m. Ancorare oltre il limite dell'amp significava dover ancorare a una profondita superiore ai 70-80 metri», sottolinea Lion nella ricostruzione anche tecnica del no alle navi.

«La cosa più rilevante da sottolineare è che la zona di fonda N2 è a soli 300 metri dalla costa quando una nave da crociera può tranquillamente superare i 200 metri di lunghezza. Ma quanto accaduto all'Isola del Giglio non ha insegnato niente?», conclude Lion.

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