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Domenica 22 Ottobre 2017 | 19:15

ambiente

Tanfo e puzza su Foggia
l'Arpa attende segnalazioni

Il letame che ammorba, bisogna comunicare via e-mail luogo e ora in cui si verifica

letame

FOGGIA - La sera e la notte tra martedì e mercoledì appena trascorsi sono state tra le più irrespirabili a Foggia. Il tanfo di letame ha chiuso come una cappa il cielo della città e anche balconi e finestre, impedendo alla maggior parte degli abitanti di Foggia di rimanere per strada, a causa della puzza che respirata per qualche minuto provoca conati di vomito.

Tante le segnalazioni e le proteste giunte, come sempre, in Redazione, ma la situazione non cambia. A meno di attivare la procedura prevista, in questi casi, dall’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente. Non basta infatti protestare perchè l’Arpa intervenga d’ufficio. «E’ necessario inviare le segnalazioni - spiega Rosaria Petruzzelli, responsabile della sede di Foggia - all’ufficio informazioni, all’indirizzo e-mail: info@arpa.puglia.it. Nella comunicazione, che può essere anche anonima, bisogna indicare l’indirizzo, cioè il quartiere, la via e l’ora in cui il cattivo odore viene avvertito. In questo modo sarà allertato il Cra, il Centro regionale aria che ha sede a Taranto e dispone l’avvio di verifiche che effettuiamo con le forze dell’ordine».

L’intervento dell’Arpa è stato decisivo per individuare, negli anni scorsi, la fonte del tanfo che ammorbava Foggia e Lucera, letame mischiato ad altri residui organici per compostaggio. Ora non si sa quale sia la fonte di questa nuova aggressione odorigena a Foggia (e anche a Lucera), di certo è più molesta e insopportabile che mai.

«L’Arpa è impegnata in più centri della provincia, fra i quali Cerignola e Zapponeta, a seguito di segnalazioni per emissioni odorigene - dice la dott. Petruzzelli - un problema che, come foggiana, sento moltissimo. Abbiamo proposto tra l’altro la costituzione di un gruppo di lavoro con l’Asl, con la quale è necessario coordinarci perchè questo tipo di emergenze va valutato anche per i riflessi sulla salute pubblica».

Inevitabile pensare all’incendio del del deposito di rifiuti di via Castelluccio a Foggia, divampato lo scorso 24 maggio: è stata proprio l’Arpa a garantire, attraverso esami effettuati su campioni di alimenti di origine vegetale prelevati dai tecnici dell’Asl nell’area interessata dalla ricaduta dei fumi, che i valori (piombo, cadmio, benzo(a)pirene, benzo(a)antracene, benzo(b)fluoroantrene e crisene) rientrano nella norma.

Quell’episodio tuttavia ha preoccupato non poco la popolazione e l’amministrazione comunale, che ha chiesto all’Arpa di incrementare il numero di centraline per il monitoraggio dell’aria, visto che Foggia ne ha soltanto una in via Rosati. «E’ una richiesta che facciamo da tempo anche noi - aggiunge Rosaria Petruzzelli - ma non spetta a noi decidere». [a.lang.]

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