Lunedì 23 Luglio 2018 | 17:55

I controlli a Foggia

Multe a fruttivendoli
e centri distribuzione

Il 20% non rispetta le norme sulla tracciabilità dei prodotti

Multe a fruttivendoli  e centri distribuzione

FOGGIA - Il 20% dei 70 negozi, bancarelle e centri ortofrutticoli controllati in città e provincia non era in regola con le norme, soprattutto quelle sulla provenienza e tracciabilità dei prodotti, il che ha comportato una serie di sanzioni e multe per complessivi 15mila euro. È questo il bilancio dell’operazione denominata «Tracciato di frutta» nel settore della sicurezza agroalimentare, reso noto dai carabinieri-forestali foggiani. «Si è trattato di controlli eseguiti sia presso fruttivendoli al dettaglio e venditori ambulanti sia nei centri della grande distribuzione di prodotti ortofrutticoli della Capitanata» spiegano gli investigatori in un comunicato stampa, aggiungendo che le ispezioni erano finalizzate a «verificare la regolarità nella commercializzazione, etichettatura, tracciabilità e presentazione al consumatore della frutta e verdura».

I controlli hanno visto impegnati «60 uomini del gruppo carabinieri-Forestale di Foggia, interessati in particolare alla verifica sia della tracciabilità sia etichettatura dei prodotti. La provenienza di frutta verdura che ogni giorno finisce nelle nostre tavole è infatti di fondamentale importanza» si legge ancora nella nota «e l’unico modo per conoscere il luogo di provenienza, la categoria, la varietà o tipo commerciale esposte in vendita sono le informazioni obbligatorie da dare al consumatore; informazioni che i punti vendita devono esporre nell’apposita etichetta, rispettando così la normativa europea e nazionale». I controlli e le ispezioni hanno interessato «i principali centri della provincia: Foggia, San Severo, Cerignola, San Giovanni Rotondo e Manfredonia; 70 gli esercenti controllati, riscontrando irregolarità nel 20% dei casi, il che ha portato ad elevare sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 15mila euro. Tra le infrazioni più frequenti» dicono i carabinieri-forestali «ci sono la mancata esposizione delle indicazioni obbligatorie relative alla provenienza del’ortofrutta; la mancanza di sistemi di tracciabilità dei prodotti esposti in vendita; le omissioni e/o le indicazioni errate nelle etichettature. Nell’ambito dell’operazione “Tracciato di frutta” è emersa anche l’irregolarità da parte dei centri di distribuzione all’ingrosso che, molto spesso, omettono l’indicazione della provenienza e non consentono alla filiera di dare le giuste informazioni. Questi controlli» conclude la nota stampa «sono stati disposti per proseguire nella capillare e incisiva azione di controllo per la sicurezza agroalimentare».

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