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piano di sviluppo

Coldiretti: «Impianti comprati
da un anno, e i soldi del Psr?»

Ma le associazioni assolvono Di Gioia

Coldiretti: «Impianti comprati da un anno, e i soldi del Psr?»

di Massimo Levantaci

«Potremmo elencare diversi esempi di agricoltori che hanno acquistato macchinari, confidando di poter incassare i finanziamenti del Piano di sviluppo rurale. E invece a distanza di un anno non sanno come pagare le rate, devono indebitarsi, perchè i soldi del Psr non arrivano e stanno accumulando ritardi su ritardi». A parlare così non è un rappresentante della Coldiretti, che pure ha lanciato la sua filippica contro l’assessorato all’Agricoltura retto da Leonardo Di Gioia, bensì il presidente della Cia in Capitanata, Michele Ferrandino, ovvero una delle associazioni che compongono il coordinamento di Agrinsieme sceso l’altroieri in campo a supporto di Di Gioia con un comunicato per stemperare la sfiducia della Coldiretti. «La verità - si vocifera nelle stanze delle associazioni agricole - è che si lamentano un po’ tutti per i ritardi del Psr, ma come spesso succede prevalgono le posizioni politiche e comunque Di Gioia nello specifico non ha colpe».

nuove piattaforme Sott’accusa finisce così la tecnostruttura dell’assessorato, rea di aver modificato le piattaforme informatiche a Psr praticamente già in corso con l’apertura dei primi bandi (un anno fa). Tecnostruttura tacciata, sempre secondo le «voci di dentro» raccolte nei corridoi delle associazioni foggiane, di «voler ostacolare l’azione di semplificazione dell’assessore». La colpa sarebbe allora di quei «funzionari “tarati” che dicono di voler fare in un modo e poi invece fanno tutto il contrario, con il chiaro intento di provocare volutamente certi ritardi». Accuse gravi che rivelano un quadro variopinto di rivendicazioni, maldicenze e dicerìe dietro la presunta contrapposizione Coldiretti-Agrinsieme emersa in quest’ultima vicenda. Cosa è successo in realtà lo spiega il direttore regionale della Cia, Danilo Lolatte, che aveva già avuto modo di lamentarsi qualche tempo fa con la Gazzetta dei tempi «incerti» del Psr Puglia: «Bisogna capire da cosa derivano i ritardi. D’accordo, l’assessore è responsabile anche delle procedure tecniche, ma su determinate problematiche sorte in questi mesi non credo che abbia grandi colpe, mi riferisco in particolare al cambiamento delle piattaforme che ha fatto slittare i tempi. Per questo abbiamo deciso di venir fuori con quella nota di Agrinsieme: non nascondiamo i ritardi, ma facciamo in modo che si lavori insieme per evitare che anzichè risolverli i problemi rischiamo di attardarci in inutili polemiche. Oltretutto - aggiunge Lolatte - l’assessore non si è mai tirato indietro in ordine a questi temi di politica aziendale. Di Gioia ha svolto una fase di ascolto importante proprio sul Psr e bisogna dargliene atto. Oggi per fortuna le piattaforme stanno andando a regime anche se ogni tanto il sistema si imballa e bisogna intervenire». Anche Onofrio Giuliano (presidente di Confagricoltura) tende a scagionare, oltre Di Gioia, anche la tecnostruttura: «A fronte di riscontrate ed effettive criticità su alcune misure del Piano di sviluppo - sottolinea - abbiamo puntualmente evidenziato all’assessorato la nostra preoccupazione circa lo stato dell’arte della situazione. Confermiamo la nostra fiducia piena nell’assessorato perchè ci rendiamo conto delle difficoltà in cui esso opera, tra interpretazione dei regolamenti comunitari, la necessità di interfacciarsi con organo altrettanto burocratico con Agea. A questo aggiungiamo le ben note ristrettezze in cui la struttura opera, la mancanza di personale. E’ una macchina burocratica complessa, inevitabili gli errori. Con questo non dico che le criticità non debbano essere rilevate, purchè lo si faccia in maniera proattiva, invitando l’assessorato a moltiplicare le risorse».

atteggiamento poco costruttivo Neanche la Coldiretti foggiana sembra propensa a dare la croce addosso all’assessore, il presidente Giuseppe De Filippo riconosce che la posizione «è difficile da inquadrare». «Bisogna tuttavia riconoscere le criticità ereditate dalla precedente gestione del management regionale - fa notare - le linee guida nascono precedentemente su tare che poi si sedimentano. La segreteria regionale di Coldiretti ha voluto dare una scossa, è anche questo il ruolo delle associazioni. Piuttosto - aggiunge De Filippo - non mi sembra costruttivo l’atteggiamentoassunto in questa vicenda da Agrinsieme, sbagliato dividersi in due squadre». L’invito della Coldiretti foggiana all’assessore Di Gioia è perciò quello di «convocare al più presto un tavolo con le associazioni agricole, credo che sia tenuto a farlo. Ma inviterei l’assessore a evitare i tavoli di partenariato pletorici di vendoliana memoria, facciamo qualcosa di operativo e lavoriamo sulle cose concrete perchè di tempo ne è già trascorso parecchio».

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