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a biccari

Tornano a scuola
le due maestre
accusate di maltrattamenti

solidarietà alle maestre

BICCARI - Tornano a scuola dopo la revoca della interdizione dal lavoro, due delle quattro maestre della scuola elementare di Biccari arrestate il 15 aprile scorso, vigilia di Pasqua, con l’accusa di maltrattamenti ai danni di alcuni scolari. Si tratta di Concetta Stampone, sessantenne e della collega Ernesta Salandra di 59 anni. Il gip del tribunale di Foggia, che prima mandò ai domiciliari le 2 maestre e quindi l’8 maggio le rimise in libertà con l’interdizione dal lavoro, «ha ora revocato ogni residuale misura cautelare nei confronti di due delle 4 maestre che già domani» (oggi per chi legge) «potranno quindi tornare regolarmente a scuola» commenta soddisfatto il difensore, l’avvocato Michele Vaira che rimarca: «il giudice, nel provvedimento di revoca dell’interdizione dal lavoro, ha sottolineato tra l’altro “l’intensità delle relazioni affettive tra le indagate e gli alunni (con i rispettivi genitori) nella seconda elementare».

Alla vigilia di Pasqua, come accennato, finirono ai domiciliari 4 maestre (oltre alla Stampone e la Salandra, anche Lucia Saldarelli di 54 anni e Marianna Bimbo di 41) accusate di maltrattamenti di minori all’interno di istituto di formazione. Sei bambini tra il dicembre 2016 e il marzo 2017 sarebbero stati presi a ceffoni, umiliati, insultati dalle quattro maestre: alla Saldarelli si contesta di aver «ripetutamente offeso, percosso e mortificato tre alunni»; alla Salandra di aver «ripetutamente picchiato tre bambini»; alla Stampone di aver a sua volta schiaffeggiato tre bambini; ed alla Bimbo, insegnante di sostegno, «solo» tre episodi ai danni di due bambini (ceffoni e tirata d’orecchio), ma anche di aver assistito senza intervenire ai ceffoni che altre due colleghe avrebbero mollato a due scolari. La prova dei maltrattamenti - secondo carabinieri, pm e gip che firmò i provvedimenti cautelari parlando di «indole malvagia» della maestre - è nei filmati registrati dalle due telecamere nascoste dai carabinieri in un paio d’aule della scuola elementare del paesino subappenninico.

Le 4 maestre respingono le accuse, negano i maltrattamenti e la difesa rimarca come dalla loro parte si siano schierati molti degli alunni e dei genitori, anche con manifestazioni pubbliche e cartelli di solidarietà affissi alla scuola già nelle ore immediatamente successive agli arresti del 15 aprile. Tra l’8 e 11 maggio prima il gip foggiano (per Salandra e Stampone), quindi il Tribunale della libertà di Bari (per Saldarelli e Bimbo) avevano ritenute attenuate le esigenze cautelari, revocato i domiciliari sostituendoli con la misura interdittiva della sospensione dal lavoro per 6 mesi.

Misura interdittiva ora revocata dal gip per Ernesta Salandra e Concetta Stampone con possibilità quindi di tornare al lavoro. L’avvocato Vaira in una nota sostiene anche che con la revoca delle misura interdittiva «è stato compiuto il secondo passo verso la verità. Già un mese fa, con la revoca degli arresti domiciliari, eravamo riusciti a ridimensionare la gravità astratta delle condotte. Oggi vediamo riconosciuta la necessità che le mie assistite tornino a lavorare, nell’interesse prioritario degli alunni. Al processo dimostreremo l’assolta insussistenza delle accuse» prosegue fiducioso il difensore che vuole infine «sottolineare l’incommensurabile affetto dei genitori degli alunni, in particolare di quelli che sono considerati persone offese contro la loro volontà: voglio ringraziare anche a nome delle maestre tutta la comunità di Biccari per lo spirito di collaborazione durante le indagini difensive, segno di civiltà e solidarietà».

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