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Martedì 17 Ottobre 2017 | 11:44

agricoltura foggiana

«Il prezzo del grano
continua a scendere»

Lunedì invasione dei trattori sulla 16 fino all'Incoronata

grano

«Un quintale di grano otto anni fa costava di più ed eravamo convinti che tutto stesse andando a rotoli, oggi ci viene pagato ancor meno di quelle tariffe da fame e per giunta c’è chi dice che gli agricoltori sono anche sfruttatori del lavoro nero. C’è qualcosa che non va». E’ l’incipit della manifestazione di protesta del mondo agricolo organizzata in Capitanata dal comitato spontaneo di borgo Incoronata per lunedì 29 maggio, quando un gruppo di contadini a partire dalle 7 del mattino invaderà la statale 16 dal chilometro 687,300 al chilometro 682 per immettersi sulla tangenziale fino a raggiungere l’ingresso del casello autostradale di Foggia centro.

Gli agricoltori preannunciano che sarà una manifestazione pacifica, preceduta anche da una «esibizione coreografica a borgo Incoronata e da danze davanti ai trattori che poi sfileranno per la protesta». Ma il senso della manifestazione vuole essere ad alto contenuto simbolico. L’attenzione è tutta concentrata sul mercato del grano in vista del prossimo raccolto, mercato destinato a rimanere piatto salvo qualche oscillazione del tutto insufficiente per compensare i costi di produzione.

«Un quintale di grano che richiede 25 euro per essere prodotto a ettaro, non può essere venduto a 18 se non a 16 euro il quintale quando il prodotto viene conferito alle organizzazioni associative. Altro che sfruttatori - si legge in una nota del comitato spontanea - siamo noi gli sfruttati. Avremmo la tentazione di abbandonare tutto, ma noi cinquantenni di oggi ricordiamo che a vent’anni i nostri campi erano risorse che davano sostegno e vitalità a più di un nucleo familiare. Sarebbe troppo facile oggi abbandonare, ma non lo vogliamo perché questa è la nostra storia e perché abbiamo vissuto solo di questo».

Gli agricoltori del comitato spontaneo puntano il dito soprattutto sulle commissioni che fanno i prezzi, contro i convegni che rappresentano un’agricoltura oggi lontana anni luce da quella reale. «Il sospetto di tutti noi - osservano quelli del comitato spontaneo di Incoronata - è che a rappresentare gli agricoltori nei consessi che contano siano semplici impiegati “lindi e pinti” che sicuramente conoscono la campagna, ma quella elettorale e si accontentano del ruolo istituzionale che offre loro la possibilità di partecipare a convegni, meeting, riunioni in Italia e all’estero sempre a spese di enti e comunità europea. E mentre chi ci rappresenta dà libero sfogo, in una bella camera d’albergo, alla sonnolenza accumulata durante i lavori di un convegno, noi nei nostri campi spendiamo da 25 a 30 euro a quintale per produrre mediamente in un ettaro, quando va bene, 30 quintali del nostro grano».

«Noi agricoltori - si legge ancora nella nota del comitato spontaneo - con il peso della famiglia sulle spalle e con le rate dei trattori da pagare, cerchiamo i silos più economici della zona per un “conto deposito”, servizio che può arrivare a far scendere il costo di un quintale di grano anche di 2 euro modificando così irrimediabilmente il prezzo di vendita del nostro bene. Qualcosa non quadra, ma i nostri rappresentanti ad ogni livello da che parte stanno?».
La nota è firmata dagli agricoltori Giuseppe Giannino, Biagio Resce, Andrea Delli Carri, Gianluca Tenore, Antonio Bruno, Dino Mastropieri, Matteo Facchino, Carmine Scarnecchia, Michele Di Stefano. A fine giornata gli agricoltori offriranno «la focaccia di San Lorenzo e vino delle cantine di borgo Turrito a forze dell’ordine e giornalisti intervenuti».

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