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Giovedì 17 Agosto 2017 | 15:44

Operazione dei Carabinieri

Caporalato, arrestato a Foggia
un 50enne del Mali: era contabile

caporalato

Dovrà rispondere di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro con impiego di lavoratore privo del permesso di soggiorno nonché resistenza a pubblico ufficiale Lassana Diakite, 50enne originario del Mali, da dieci anni in Italia, arrestato (è sottoposto ai domiciliari) dai carabinieri del comando provinciale di Foggia, nell’ambito di un servizio di anticaporalato. L’arrestato è stato fermato dai carabinieri nelle campagne di Manfredonia, in località Amendola, alla guida di un Ford Transit con targa bulgara, poco dopo aver caricato 13 cittadini extracomunitari di origine africana provenienti dalla baraccopoli abusiva sorta a ridosso del Cara di Borgo Mezzanone, e alcuni anche ospiti di quest’ultimo centro. L’arrestato alla vista dei Carabinieri ha tentato anche la fuga, colpendo con calci e pugni i militari, ma è stato immobilizzato.

La perquisizione personale e del mezzo ha poi consentito di trovare gli appunti attestanti - secondo gli investigatori - il reclutamento degli extracomunitari, con una minuziosa contabilità riportante nominativi e cifre ad essi associati. I passeggeri erano per la maggior parte della stessa nazionalità dell’arrestato, e uno di loro è risultato irregolare sul territorio nazionale. Di questi, interrogati dai militari con l'ausilio di un interprete, alcuni hanno dichiarato di essere al primo giorno d’impiego, altri da diverse settimane, e comunque nessuno è stato in grado di specificare il nome del datore di lavoro né il luogo ove prestavano la loro opera; contestualmente hanno anche ammesso di essere stati reclutati da Diakite, intermediatore con i proprietari dei terreni, che provvedeva a trasportarli in loco con il proprio mezzo; gli accordi prevedevano inoltre che, una volta percepita la paga, una parte avrebbero dovuto corrisponderla al Diakite, e che questa sarebbe stata stabilita in base a quanto percepito.

Il loro trasporto - secondo quanto accertato dagli investigatori - era per di più effettuato in condizioni lesive della dignità umana oltre che pericolose per l’incolumità dei trasportati e degli altri utenti della strada. Il furgone era anche privo sia della copertura assicurativa che dei documenti di circolazione. Le indagini proseguono per identificare i proprietari dei fondi agricoli che si servivano del lavoro clandestino.

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