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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 08:17

Annullati obblighi dimora per altri 4

Il coordinatore Spesal
resta ai domiciliari

Il coordinatore Spesal resta ai domiciliari

Arresti domiciliari confermati per il coordinatore dello «Spesal» (il servizio Asl che si occupa di sicurezza sui luoghi di lavoro) Antonello Curiale; annullate invece le ordinanze di obbligo di dimora per due suoi colleghi (B.P. e A.G) ed altri due dipendente dell’Asl (A.T. e A.P.), che però restano tutti sospesi dal lavoro. L’ha deciso il Tribunale della libertà di Bari nell’esaminare i primi ricorsi di alcuni indagati dell’inchiesta «Dèja vu» di Procura e Guardia di Finanza relativa a presunti abusi e favoritismi, sfociata in un doppio blitz.

Il blitz in due atti Il 18 aprile il gip accogliendo le richieste dei pm, firmò 13 ordinanze cautelari: una ai domiciliari, 12 di obbligo di dimora. Il 5 maggio ha poi firmato la misura interdittiva della sospensione dal lavoro, da 3 a 12 mesi, per 9 indagati già coinvolti nella prima fase dell’inchiesta: 5 dipendenti Spesal, altri 2impiegati Asl, un dipendente regionale, un maresciallo della Guardia di Finanza, cui l’obbligo di dimora è stato annullato nei giorni scorsi dal «Tdl» (come pubblicato giovedì ndr). L’inchiesta conta 15 indagati accusati a vario titolo di falso, abuso e rivelazione di segreti d’ufficio per 5 distinti episodi: ispezioni in cantieri e luoghi di lavoro, esami per il patentino per il trasporto di fitofarmaci, indagini su infortuni sul lavoro. Il «Tdl» ha valutato i ricorsi difensivi contro la prima ordinanza cautelare; nelle prossime settimane esaminerà quelli contro le misure interdittive.

Resta ai domiciliari Confermati gli arresti domiciliari per Antonello Curiale, 50 anni, di San Paolo di Civitate, tecnico della sicurezza/coordinatore dello Spesal dell’Asl. Risponde di 10 reati e respinge le accuse; il Tribunale della libertà ha annullato l’ordinanza solo per un capo d’imputazione, un’accusa di falso relativa alla data di un verbale di interrogatorio. L’avv. Raul Pellegrini chiedeva la revoca dei domiciliari per insussistenza di gravi indizi e/o per cessazione delle esigenze cautelari; il legale ha presentato ricorso anche contro la sospensione del lavoro, ritenuta incompatibile con i domiciliari, che verrà discusso nei prossimi giorni.

Gli altri 2 dipendenti Spesal Annullata invece l’ordinanza che impose l’obbligo di dimora ad altri due ispettori Spesal, B.P. e A.G. indagati in concorso con Curiale per abuso e falso in relazione ad un’ispezione condotta dai due indagati in un’azienda agricola: l’accusa sostiene che pur avendo verificato che i dipendenti non calzavano scarpe antiinfortunistiche, non multarono l’imprenditore agricola su sollecitazione di Curiale. Accuse che i due ispettori respinsero quando furono interrogati dal gip: l’ispezione avvenne la mattina senza trovare nulla di irregolare e il relativo verbale fu redatto alle 9.30, mentre il presunto intervento di Curiale ci fu solo nelle ore successive ed a verbale già redatto. Come ribadito nel ricorso al «Tdl» dagli avv. Francesco Santangelo, Matteo Ciociola e Giovanni Augiello: le motivazione del provvedimento che ha annullato l’obbligo di dimora non sono ancora note, il «Tdl» nei prossimi giorni esaminerà il ricorso dei due ispettori Spesal contro la sospensione dal lavoro comminata per gli stessi episodi.

«Nessun falso» Analoga decisione - annullamento dell’ordinanza del gip di obbligo di dimora - il «Tdl» l’ha adottata per A.P. impiegata del servizio igiene degli alimenti e nutrizione dell’Asl; e A.T., coordinatore del servizio igiene e sanità pubblica sempre dell’azienda sanitaria locale, che restano comunque a loro volta sospesi dal lavoro: entrambi sono difesi dall’avv. Ettore Censano che ha visto accolto il primo ricorso. A.P. è accusato di concorso in falso per i presunti esami farsa per il rilascio del patentino necessario ad acquisto, utilizzo e trasporto di prodotti fitosanitari: due candidati assenti all’esame sarebbero stati ugualmente promossi. A.T. risponde a sua volta di falso in concorso con Curiale e il maresciallo della Guardia di Finanza in relazione alle attività di controllo sulle operazioni di bonifica di manufatti con copertura in amianto: il coordinatore dello Spesal e il collega dell’Asl avrebbero attestato falsamente - dice l’accusa - la presenza del finanziere che invece non prese parte al controllo. I due indagati avevano respinto le accuse nel corso degli interrogatori.

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