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Lunedì 11 Dicembre 2017 | 18:16

il caso a biccari

Le maestre davanti al Gip
«Mai picchiato i bambini»

Biccari, la scuola degli orroriviolenze e offese ai bimbiarrestate quattro maestre

di RICCARDO ZINGARO

BICCARI (FG) - Tre si sono dichiarate innocenti, la quarta si è avvalsa della facoltà di non rispondere al gip. È ’esito degli interrogatori di garanzia che si sono svolti venerdì mattina al tribunale di Foggia delle quattro maestre della scuola elementare di Biccari, arrestate dai carabinieri e poste ai domiciliari il 15 aprile per maltrattamenti di minori in sede scolastica. Davanti al gip Armando Dello Iacovo sono comparse Ernesta Salandra di 59 anni e Concetta Stampone di 60 (difese da Michele Vaira); Marianna Bimbo di 41 (difesa da Ettore Preziuso) e Lucia Saldarelli, assistita dagli avv. Luigi Leo e Anna Maria Tatarella. Le prime tre indagate si sono dichiarate innocenti e hanno riferito un quadro della vicenda completamente diverso, descrivendo un contesto educativo molto complesso e di difficile gestione; i legali hanno chiesto al gip la rimessione in libertà delle maestre; per la Bimbo depositato anche ricorso al tribunale del riesame. La Saldarelli si è avvalsa della facoltà di non rispondere: i legali hanno depositato ricorso al riesame per chiedere l’annullamento dell’ordinanza del gip.

La Procura, sulla scorta delle indagini dei carabinieri che nascosero telecamere nelle aule con riprese audio e video, contesta violenze fisiche e psicologiche nei confronti di almeno sei alunni della seconda e quarta classe dell’istituto Roseti. Il blitz è scattato alla vigilia di Pasqua e per stessa ammissione degli inquirenti l’inchiesta è stata accelerata anche per evitare la prosecuzione dei comportamenti ritenuti «intollerabili» al ritorno in classe dopo le vacanze pasquali. Le indagini dei militari sono durate pochi mesi, ma che non ci fosse un bel clima nelle aule di quella scuola lo si deduceva anche - dice l’accusa - dall’insolita migrazione di scolari verso istituti di altri paesi limitrofi, specie Alberona e Roseto, verificatasi all’inizio dell’anno scolastico in corso.

Prima sono state ascoltate una quindicina di testimonianze, tra insegnanti e genitori, e poi sono state piazzate telecamere nascoste direttamente nelle aule, ed è in base ai video che l’accusa parla di bambini derisi per le loro caratteristiche fisiche (uno scolaro è stato costretto a dire «Io sono basso e bugiardo» di fronte ai propri compagni di classe); mortificati (con espressioni del tipo “Fai schifo! Chiudi quella boccaccia che escono solo cose brutte da là!”, “Hai il cuore cattivo!”); minacciati, sia verbalmente (“Dai che questo lo devo sconciare un po’!”, “Io ti faccio nuovo nuovo di botte!”, “Se ti do una botta in testa tu capisci che hai sbagliato e devi correggere l’errore, va bene? Facciamo questo gioco…”) che con l’utilizzo di aste in legno, e fatti oggetto di insulti. Una delle maestre sarebbe stata anche ripresa mentre trascinava con forza uno scolaro all’esterno dell’aula, afferrandolo per un braccio e apostrofandolo con parole scurrili.

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