Cerca

Lunedì 18 Dicembre 2017 | 21:07

L'iter non è stato avviato in tempo

Istituto nautico Manfredonia
Comune perde i finanziamenti

Istituto nautico ManfredoniaComune perde i finanziamenti

MICHELE APOLLONIO

MANFREDONIA- «Il Comune di Manfredonia non ha posto in essere gli adempimenti previsti dall’ordinanza del capo dipartimento della Protezione civile 293/2015, per cui non è possibile dare corso alle procedure amministrative finalizzate alla concessione del relativo finanziamento di euro 1 milione 539mila euro per il miglioramento sismico della sede dell’ex istituto nautico e di conseguenza considerare tale finanziamento decaduto». Il provvedimento è stato adottato dal dipartimento mobilità, qualità urbana, opere pubbliche, ecologia e paesaggio della Regione Puglia. Un altro finanziamento andato in fumo, l’ennesimo di una lunga serie. Una situazione mortificante più per la città privata di strutture quanto mai necessarie, che per l’amministrazione comunale sempre più frastornata. Un episodio illuminante fra i tanti scovati dalla Corte dei conti che suffraga i rilievi, gli interrogativi, le perplessità evidenziate dalla magistratura contabile nella condotta della prima amministrazione Riccardi e di questa seconda in corso, prive di un orientamento programmatico, di politiche carenti di obiettivi chiari e precisi.

Costruito negli Anni Ottanta, quell’edificio che si erge austero contornato da una vasta area a verde affacciato su via Dante Alighieri al rione Monticchio, è stato sede di uno degli istituti più prestigiosi, l’unico della Capitanata, tra i pochi della Puglia, fino al 2011 quando è stato trasferito ad altra sede. Acquisita la piena disponibilità di quella struttura di proprietà comunale, l’amministrazione comunale pensò di allocarvi il commissariato di Polizia e il comando carabinieri. Ci sono stati incontri, l’ultimo nel novembre 2015, nei quali si definì tale destinazione tant’è che la prefettura di Foggia interessò il servizio tecnico logistico di Napoli per l’elaborazione di un progetto esecutivo. Non è dato sapere perché quel progetto non è andato in porto. Certo è che venne fuori la proposta di destinare quel plesso a «coc», ovvero centro operativo comunale, allargato su proposta di una commissione nominata dalla Regione, a «com», ovvero centro operativo misto esteso anche ai comuni di Mattinata e Monte Sant’Angelo.

In questo bailamme di proposte è venuto fuori che lo stabile aveva bisogno di interventi strutturali e di adeguamento sismico per i quali si chiese un finanziamento di un milione e trecentomila euro poi lievitato al un milione e mezzo. L’amministrazione si affrettò a conferire l’incarico, previo stanziamento di 35mila euro, all’architetto Gaetano Croce che consegnò gli elaborati nei termini stabiliti. A questo punto le cose si annebbiano. Dalle brume della inoperosità e delle dimenticanze, spunta fuori il provvedimento della Regione Puglia che azzera tutto. Ed ora, di quell’edificio che ne sarà? Edificio che nel frattempo, manco a dirlo, è stato depredato di tutto, vandalizzato, persino dato fuoco. Un’altra «figurina» delle ormai tante, delle opere abbandonate in città e oltre.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione