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Domenica 20 Agosto 2017 | 09:56

A Foggia

Contro la mafia
arriva il Ros

Una sezione anche in città

FOGGIA - Ci saranno anche il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti e due generali dell’Arma alla presentazione martedì alle 10.45 nella caserma «Guglielmi», sede del comando provinciale, della nascita anche in città di una sezione del «Ros», il raggruppamento operativo speciale dei carabinieri, l’elite investigativa dell’Arma che si occupa di indagini su associazioni mafiose e su fenomeni di terrorismo. «Il nucleo anticrimine del Ros di Foggia di recente istituzione» che sarà presentato martedì, opera già da qualche mese in città: non è noto al momento quanti siano gli investigatori, che già si sono occupati in passato e continuano ad occuparsi della criminalità organizzata del Foggia che conta ben 3 distinte mafie: la «Società foggiana» e l’affiliata malavita sanseverese; la mafia garganica; e la mafia cerignolana.

A sottolineare l’importanza dell’istituzione della sezione investigativa è l’elenco delle autorità che parteciperanno alla conferenza stampa. A cominciare da Franco Roberti, procuratore capo della Dna, la direzione nazionale antimafia che sarà per la quarta volta in città negli ultimi tre anni per parlare di legalità, lotta alla criminalità, di istituzioni che devono meritarsi la fiducia dei cittadini. In un’intervista in occasione dell’ultima vista a Foggia - lo scorso 6 marzo quando incontrò presso l’auditorium dell’Amgas gli studenti - il procuratore capo Roberti parlò della «Società foggiana» come della quarta mafia in Italia, dopo Cosa nostra siciliana, ‘ndrangheta calabrese e camorra campana, proprio a sottolinearne pericolosità, ferocia e impenetrabilità. A tal riguardo basti pensare che in oltre trent’anni di vita la criminalità organizzata di Foggia - nata negli anni Ottanta e attraversata da 7 guerre tra clan con oltre 40 omicidi - ha «sfornato» soltanto 8 pentiti: il primo nell’estate del ‘92 (Salvatore Chiarabellasvelò i riti di affiliazione mutuati da camorra e ‘ndrangheta con formule di giuramento, gradi da picciotto a «crimine»), l’ultimo nel novembre 2007.

Alla cerimonia per il «battesimo» del Ros di Foggia in programma martedì in caserma parteciperanno anche il prefetto Maria Tirone; il procuratore capo di Foggia Leonardo Leone de Castris; il generale di brigata Giuseppe Governale, comandante del Ros; il generale di brigata Giovanni Cataldo, comandante della Legione carabinieri Puglia; e ovviamente il colonnello Marco Aquilio, che dal settembre 2016 dirige il comando provinciale di Foggia con oltre 900 militari in servizio dislocati presso un comando provinciale, 7 compagnie, 1 tenenza e 59 caserme a fronte dei 64 comuni del circondario del Tribunale di Foggia.

I carabinieri del «Ros», quelli di Bari, hanno già lavorato a Foggia come dimostrano l’inchiesta «Cronos» con 9 fermi nel settembre 2007, condotta in collaborazione con la squadra mobile, coordinata dalla Dda e relativa alla guerra di mafia del 2007 (un omicidio e 3 agguati falliti in quattro mesi) tra il clan Sinesi/Francavilla e il gruppo Moretti/Pellegrino collegata al ricco affare del racket dei funerali; e l’indagine «Corona» che fotografa gli ultimi dieci anni della «Società» confermando come sia l’estorsione il suo «core business». L’inchiesta Corona contava 78 indagati; 23 gli arresti eseguiti nell’omonimo blitz del 16 luglio 2013; 38 gli imputati accusati a vario titolo di mafia, estorsioni, droga, ricettazione, riciclaggio, sequestro di persona, armi; 4 i processi ancora in corso e che al momento hanno portato a 18 condanne e 2 assoluzioni.

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