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Martedì 22 Agosto 2017 | 11:10

sentenza del gup

Investì ed uccise un uomo
«Ci fu concorso di colpa»

incidente stradale

MANFREDONIA (FOGGIA) - Investì con l’auto un uomo che camminava sul ciglio della strada, che morì sul colpo, ma non era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Inoltre nel causare l’investimento ci fu un concorso di colpa perché la vittima camminava al buio sul ciglio della strada nello stesso senso di marcia dell’autovettura che la investì e non, come dice la legge, nel senso opposto, qualora non vi siano banchine o marciapiedi. L’investitore procedeva invece a velocità superiore ai 50 chilometri orari previsti dalla legge.

E’ quanto ha stabilito il gup del tribunale di Foggia, Elena Carusillo, in relazione ad un investimento mortale verificatosi il 24 giugno 2016, lungo la strada provinciale 141, che collega Zapponeta, nell’Ofantino, a Manfredonia, in provincia di Foggia. Quella sera un automobilista di Barletta, l’imprenditore Pasquale Vurro, investì un pedone, Angelo Affinità, 47 anni, che in quell'impatto perse la vita. La sentenza, riferisce il difensore dell’automobilista, l’avvocato Michele Cianci, chiarisce che Vurro non era sotto l’effetto di stupefacenti e lo condanna a otto mesi di reclusione, pena sospesa, per omicidio colposo, con la diminuente del concorso nel reato con la vittima.

«L'unica responsabilità, in quanto accaduto, di Pasquale Vurro - spiega il legale - gli deriva dal fatto di aver superato di poco il limite di velocità di 50 km/h e si è constatato un concorso di colpa da parte della vittima che ha contravvenuto l'art.190 del codice della strada che impone l’obbligo da parte dei pedoni '...di circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione', dunque è stato concausa del funesto evento».

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