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Lunedì 11 Dicembre 2017 | 01:13

Soprattutto nell’edilizia e nel commercio

Foggia, record di voucher
ben 750 mila in un anno

Foggia, record di voucher ben 750 mila in un anno

FOGGIA - “Vogliamo ricostruire un mondo, ripartendo dalla centralità del lavoro. La sfida della globalizzazione non può risolversi con vincitori e vinti. Il primo passo da compiere è liberare il lavoro, sempre più destrutturato dalle norme e sempre più ridotto a merce. A partire dalla Puglia, contrassegnata dalle piaghe profonde del lavoro nero, dei ghetti, dello schiavismo.”

Con queste parole, il segretario generale della Cgil pugliese, Pino Gesmundo, ha concluso a Foggia l’assemblea che ha dato il via alla campagna referendaria promossa dalla Cgil per l’abolizione dei voucher e delle norme che limitano la responsabilità solidale negli appalti. “Non sarà una battaglia facile – ha aggiunto - , perché si tratta di ribaltare il processo che ha visto in questi anni il lavoro sempre più penalizzato e mortificato. Ma solo così si può sperare di dare prospettive ai nostri giovani. C’è bisogno di lavoro vero, di garanzie e non di espedienti, come quello del ministro del lavoro Poletti, che contrabbanda i dati dell’alternanza scuola-lavoro come nuova occupazione.”

Durissimo il giudizio sui voucher del segretario generale della Cgil di Foggia, Maurizio Carmeno: “Da uno strumento per l’emersione dal lavoro nero sono diventati uno strumento di sommersione e di precarizzazione del lavoro. Con i voucher non si hanno diritti, nemmeno quelli fondamentali. Non ci si può ammalare, esprimere le proprie opinioni, rappresentare istanze, non si hanno coperture previdenziali né c’è un orario di lavoro di riferimento.”

Secondo Carmeno, “accanto ai voucher, vanno abrogate anche le norme che hanno limitato la responsabilità solidale negli appalti, per evitare che ci siano disparità di trattamento tra chi lavoro in un’azienda committente e chi lavora in un’azienda appaltatrice o subpallaltrice. “Per questo – ha concluso - la Cgil chiede di votare sì ai due referendum.”

I termini giuridici ma anche economici, della iniziativa referendaria promossa dalla Cgil sono stati illustrati dal prof. Marco Barbieri, docente di diritto del lavoro all’Università di Foggia, che ha sottolineato come “pur orbati da quello sull’art.18, i referendum riguardano la totalità dei lavoratori, che sono stati vittime in questi decenni di un progressivamente spossessamento di reddito, di garanzie, di diritti, di potere.”

Questo processo si è aggravato con il jobs act. “Il lavoro – ha detto ancora Barbieri - non garantisce più l’esistenza libera e dignitosa prevista dall’art.36 della Costituzione. Ridare valore al lavoro significa contrastare il processo di svalorizzazione di questi anni, aprire una nuova prospettiva”.

Barbieri ha fornito anche i dati, impressionanti, del fenomeno: soltanto nel 2016 sono stati venduti in provincia di Foggia 750.000 voucher. Il fenomeno interessa settori quali il commercio, il turismo, i servizi, e l’edilizia per loro natura molto distanti da quel lavoro occasionale per compensare il quale il governo Monti aveva introdotto il sistema dei voucher.

Particolarmente intense le testimonianze dei lavoratori. Sono intervenuti Alessio Postiglione, lavoratore precario e “voucherizzato”, e Paola Tortorella, dipendente dell’ex Coop. Futura. In rappresentanza del mondo studentesco è invece intervenuto Valerio Larab, dell’associazione Link.

Hanno partecipato ai lavori dell’assemblea i rappresentanti delle numerose associazioni che hanno aderito al gruppo di sostegno ai due referendum della Cgil. Tra gli altri, Arci, Acli, Auser, Legambiente, Federconsumatori, Libera, Uisp, Amici dei Migranti, Comitato No Eolico Selvaggio, Rete Associazioni No Triv, ConSenso, Lavoro & Welfare di Capitanata, Casa Di Vittorio, Smile, Comitato Insieme per la Costituzione di San Giovanni Rotondo, Donne in Rete, Uds, Link, Associazione Culturale Sandro Pertini di Castelluccio dei Sauri, Circolo Che Gueìyevara Foggia.

Al termine dell’assemblea, in piazza Giordano, si è svolto un affollato flash bob durante il quale sono stati fatti volare centinaia di colorati palloncini, per liberare simbolicamente il lavoro.

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