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Mercoledì 13 Dicembre 2017 | 16:11

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Ghetto dei bulgari a Foggia
notificato lo sgombero

Ghetto dei bulgari a Foggianotificato lo sgombero

La polizia locale di Foggia ha notificato ieri mattina l’ordinanza di sgombero ai cittadini bulgari che vivono nel campo abusivo in Masseria Fonte del Pesce. Ora gli stranieri avranno dieci giorni di tempo per abbandonare la zona: in caso contrario si procederà allo sgombero forzato. L’ordinanza è stata firmata nei giorni scorsi dal sindaco Landella e prevede lo sgombero del sito Masseria Fonte del Pesce, meglio noto come "Ghetto dei bulgari", a causa del grave stato di degrado ambientale che presenta svariati fattori di pericolosità concreta per la pubblica e privata incolumità.

Il provvedimento è stato adottato anche a seguito dell'incendio che il 9 dicembre 2016 si è sviluppato nel campo, provocando la morte di una persona e la distruzione di una cinquantina di baracche costituite da materiale infiammabile, e della nota dell'ARPA Puglia del 31 gennaio 2017 che ha verificato la presenza di lastre di eternit prodotte in frantumi probabilmente a seguito delle alte temperature che si sono sviluppate a seguito dell'incendio.

Va ricordato che nei giorni scorsi il primo cittadino ha ricevuto a Palazzo di Città l'ambasciatore bulgaro Marin Raykov. L'ambasciatore in quell’occasione ha informato il sindaco Landella che anche in Bulgaria ed in altri Paesi dell'Unione europea si verificano accampamenti di cittadini di origine bulgara di etnia rom e che la soluzione migliore per evitare che nuovi ghetti possano formarsi è stata adottata in Francia, dove vengono creati dei campi appositi con caravan e roulotte fornite di energia elettrica ed acqua corrente dove ospitare i cittadini nomadi, a patto che mandino i bambini a scuola, paghino le utenze e non rifiutino i lavori proposti dai Servizi sociali.

L'Amministrazione comunale si impegna a trasferire al dirigente delle Politiche per le migrazioni della Regione Puglia, Stefano Fumarulo, la proposta avanzata dall'ambasciatore bulgaro, affinché si possa individuare un terreno di proprietà regionale ed eventualmente fondi comunitari da impiegare per la creazione di un campo che possa scongiurare il rischio di un nuovo ghetto.

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