Lunedì 23 Luglio 2018 | 17:55

Operazione cast to coast

Manfredonia, scacco ai narcos
A Vieste la baia della droga

polizia questura di Foggia

Blitz dell'alba della Polizia nel Foggiano contro una presunta organizzazione di narcotrafficanti a carattere transazionale. Tredici le ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti di altrettanti soggetti accusati di associazione a delinquere a carattere transnazionale finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L’operazione, denominata cosa to coast, è stata coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Bari e dalla Procura della Repubblica di Foggia, nei confronti dei 13 soggetti dimoranti nei comuni di Manfredonia, Cerignola, Monte Sant’Angelo, San Severo e  Barletta. 

«Le mafie di Capitanata rischiano di distruggere l’economia di una delle località balneari più belle d’Italia, Vieste». Lo ha detto il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, nella conferenza stampa sull'operazione della Squadra Mobile di Foggia e del Commissariato di Manfredonia. Agli atti dell’indagine, coordinata dai pm della Dda di Bari Lidia Giorgio e Giuseppe Gatti con la collaborazione dei sostituti della Procura di Foggia Rossella Pensa e Ileana Ramundo, c'è infatti anche una spiaggia di Vieste, la Baia di San Felice, utilizzata dal gruppo criminale per far sbarcare i natanti con i carichi di droga provenienti dall’Albania.
L’inchiesta, avviata nel 2014 dopo il sequestro di 1.080 chili di marijuana (oltre 5 milioni di dosi da strada) e due arresti, ha consentito di attribuire il ruolo di vertice dell’organizzazione al pregiudicato Libero Frattaruolo, già condannato per mafia e ritenuto figura apicale del clan Libergolis.

I tredici destinatari della misura cautelare, sette in carcere e sei agli arresti domiciliari, sono residenti a Manfredonia, Cerignola, Monte Sant'Angelo, San Severo e Barletta. «È un ulteriore segnale - secondo il questore di Foggia, Piernicola Silvis - che esistono soggetti che fanno da cerniera, in grado di unire le tre mafie: garganica, cerignolana e foggiana».
Accanto a Libero Frattaruolo, sono ritenuti presunti capi dell’organizzazione criminale suo fratello Antonio, Gaetano De Vivo e Pasquale Maria, oltre al noto trafficante albanese Roland Lame con suo figlio Fabio. Tra gli arrestati ci sono anche il custode della spiaggia di Vieste considerata approdo dello stupefacente, Francesco Tantimonaco, al quale sono stati concessi i domiciliari, e un carrozziere di Manfredonia, Giuseppe Grieco, condotto in carcere, ritenuto dagli inquirenti il referente dell’organizzazione per le riparazioni dei motori dei natanti usati per il trasporto della droga.

«Questa operazione - ha detto il procuratore Volpe - dimostra ancora una volta l’intenso narcotraffico dall’Albania alle coste pugliesi. Lungo le coste delle tre province del distretto, Bari, Bat e Foggia, sono state sequestrate negli ultimi due anni circa 12 tonnellate di droga e riteniamo che molti carichi siano sfuggiti ai controlli». La scelta di Vieste, poi, secondo la Dda, è il sintomo di un «tentativo di infiltrazione della mafia in tutte le attività del territorio, da quelle lecite del turismo a quelle illecite del traffico di stupefacenti». Dalla magistratura, infine, l’appello ai cittadini «a collaborare, denunciando, per salvare l’economia di un intero territorio come quello del Gargano».

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