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Mercoledì 23 Agosto 2017 | 02:32

«carotaggi» richiesti dalla procura

Foggia, via alle indagini
sull’area del GrandApulia

Per i rilievi disposti dal pm non necessaria chiusura del centro commerciale

Foggia, via alle indagini  sull’area del GrandApulia

FOGGIA - Iniziati ieri mattina, dovrebbero concludersi oggi i carotaggi disposti dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta che il 25 novembre scorso portò al sequestro preventivo del centro commerciale «GrandApulia» (aperto poi il 20 dicembre grazie alla facoltà d’uso concessa dalla Procura al proprietario della struttura) e dell’area dell’ex zuccherificio «Sfir» nella zona Incoronata. L’inchiesta ipotizza reati ambientali nello smantellamento dell’ex zuccherificio e bonifica dell’area; e di lottizzazione abusiva a fini commerciali per la costruzione del centro commerciale. L’area è ancora sotto sequestro, ferma restando la fondamentale facoltà d’uso concessa a fine anno e che ha consentito di inaugurare il «GrandApulia».

I carotaggi - ossia i prelievi di terreno e acque dalla falda per verificare la presenza di eventuali rifiuti pericolosi e/o il superamento delle soglie di contaminazione - vengono eseguiti senza peraltro che si sia reso necessario chiudere il centro commerciale per lo stretto tempo necessario per queste operazioni, come invece inizialmente previsto. Al lavoro ci sono i consulenti della Procura e quelli della difesa; gli esiti di queste operazioni, pure importanti ai fini dell’indagine in corso, si conosceranno nelle prossime settimane. L’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Andrea Di Giovanni e condotta dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Foggia e dal Corpo Forestale, conta 8 indagati a piede libero per violazione del decreto legislativo 152 del 2006 relativo a norme in materia ambientale; del decreto legislativo 42 del 2004 in tema di vincoli paesaggistici e idrogeologici; e del testo unico per l’edilizia per una presunta lottizzazione abusiva. Gli 8 indagati sono imprenditori, tecnici e direttori dei lavori che hanno riguardato prima la demolizione dell’ex zuccherificio «Sfir»; quindi la riqualificazione dell’area; infine la costruzione del centro commerciale con annessi parcheggio auto e aree esterne adibito a carico e scarico della merce.

Secondo la Procura, che poggia su due consulenze di esperti in tematiche di ambiente e urbanistica, non fu eseguita rispettando le norme la bonifica dell’ex sito dello zuccherificio, area quindi potenzialmente contaminata; fu realizzata una discarica abusiva nei pressi dell’ex vasche di lagunaggio dello zuccherificio, non rispettando le norme in materia di gestione dei rifiuti: e fu realizzata una «imponente lottizzazione abusiva a fini edificatori e commerciali» per costruire il centro commerciale, in quanto nell’iter per il via libera manca la valutazione d’impatto ambientale viste le proporzioni della struttura, senza dimenticare che si è costruito in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico. Sulla scorta di queste argomentazioni la Procura chiese e ottenne dal gip il 25 novembre 2016, quando mancavano 5 giorni all’inaugurazione del «GrandApulia» che saltò, il sequestro preventivo del centro commerciale e dell’area dell’ex zuccherificio.

La difesa replica con una serie di consulenze ambientali, urbanistiche ed anche epidemiologiche che non c’è alcun pericolo per la salute di chi lavora nella zona; che non sussiste il reato ambientale ipotizzato perché suoli e falda non sono contaminati; che la demolizione dell’ex zuccherificio e successiva bonifica del sito avvenne rispettando le leggi; che non regge il reato di lottizzazione abusiva in quanto ne costruire il «GrandApulia» fu rispettato il piano regolatore e l’iter per il rilascio delle licenze fu lineare. La situazione si sbloccò - in quella prima fase dell’inchiesta tutt’ora in corso, era in forse il futuro del centro commerciale e dei circa mille dipendenti da assumere - il 13 dicembre quando la Procura concesse la facoltà d’uso che consentì di inaugurare una settimana dopo il centro commerciale, con la difesa che rinunciò a insistere nel ricorso ai giudici del riesame finalizzato al dissequestro.

La facoltà d’uso fu concessa a Antonio Sarni, legale rappresentante della «Finsud» proprietaria della struttura e principale indagato, a patto che venissero rispettate 4 condizioni. Una di queste prevedeva «l’obbligo di sospensione dell’attività commerciale per il periodo necessario all’esecuzione delle operazioni di carotaggio e prelievo» disposte dalla Procura il 7 dicembre. Ora che le operazioni di carotaggio sono cominciate, si è verificato che si possono eseguire senza dover chiudere il «GrandApulia» che quindi resta aperto.

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