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Mercoledì 13 Dicembre 2017 | 08:34

Operazione tra Bari, Foggia e Milano

Banda cerignolani progettava
assalto portavalori: 7 fermati

Banda cerignolani progettavaassalto portavalori: 7 fermati

La Polizia ha sventato l’assalto ad un furgone portavalori che sarebbe stato messo in atto sull’autostrada Adriatica A/14 nel tratto compreso tra le province di Foggia e BarlettaAndria-Trani.
Tutto nasce dalle indagini avviate dalla Squadra Mobile di Milano in seguito all’assalto ad un furgone portavalori, impiegato per trasportare gioielli e preziosi, commesso a Bollate (MI), il 15 ottobre 2016, da un commando armato composto da almeno 6 persone.
Le attività investigative, supportate dall’utilizzo di sofisticati software di lettura del traffico telefonico, hanno portato all’individuazione di un gruppo criminale, di tipo modulare, composto, prevalentemente, da pregiudicati di origine pugliese, specializzato proprio negli assalti ai furgoni portavalori adibiti al trasporto di gioielli e preziosi, commessi con l’impiego di tecniche paramilitari.
Subito è stata creata una task force presso la Squadra Mobile di Foggia, composta anche da investigatori del Servizio Centrale Operativo e della Squadre Mobile di Bari, per supportare le attività d’indagine svolte dalla Squadra Mobile di Milano.
Gli approfondimenti investigativi hanno confermato la piena operatività del gruppo criminale, oramai prossimo alla realizzazione del nuovo delitto. I servizi di “contropedinamento” degli indagati, hanno consentito di monitorare i sopralluoghi compiuti dai criminali e di individuare la base logistica utilizzata per occultare veicoli ed automezzi rubati, le armi e le bande chiodate, poi rinvenute nel corso dell’operazione e delle perquisizioni.
Si è arrivati così, lunedì 16 gennaio, nelle province di Foggia e Barletta-Andria -Trani, all’esecuzione di un decreto di fermo, emesso dalla Procura della Repubblica di Milano, nei confronti di 9 soggetti risultati gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di rapina, ricettazione, riciclaggio e detenzione e porto illegale di armi. L’adozione, in via d’urgenza, di tale provvedimento è stata appunto concordata con il magistrato titolare dell’inchiesta, al fine di impedire la realizzazione – accuratamente pianificata da alcune settimane – del nuovo assalto.

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